Quando il suo nome è stato pronunciato davanti alla platea zeppa di superstar di musica, cinema e giornalisti, tutti si sono alzati in piedi in un applauso scrosciante: Stevie Nicks, cantante dei Fleetwood Mac e grande autrice, è la prima donna ad avere l’onore di essere indotta per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, prima come cantante e autrice della celeberrima band e poi come solista.

La cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame onora Stevie Nicks

A introdurre Stevie uno degli idoli dei teen ager, l’ex cantante dei One Direction, Harry Styles, che è stato prodotto dalla rocker americana e alla quale è legato da una profonda amicizia: “È una donna con un’anima immensa che ha toccato con le sue canzoni e il suo modo di essere intere generazioni di donne.

Una persona di grande libertà, di straordinaria sensibilità e intelligenza, una pioniera che prima di ogni altra superstar al femminile ha saputo mostrare al mondo di cosa è capace una donna – ha detto Styles – e ora apre la strada ai più giovani”. Stevie, vestita con un lunghissimo abito di velluto e di tulle nero una volta salita sul palco e ritirata la statuetta, la seconda della sua carriera, è rimasta a lungo davanti alla platea in piedi senza fiatare e con gli occhi lucidi. Un momento di grande commozione persino per lei, di solito abituata a tenere in pugno un pubblico immenso.

Stevie Nicks, una hippie nata da una famiglia ricchissima

L’immagine di Stevie, da sempre appassionata di moda e bravissima a disegnare e cucire i suoi vestiti di scena e i grandi cappelli che amava portare sul palco, è sempre stata avvicinata a quella di una hippie: in realtà la cantante arriva da una ricchissima famiglia. Suo padre è stato il fondatore e presidente del colosso Greyhound, la linea di autobus a lunga distanza che copre tutti gli Stati Uniti.

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Stevie ha potuto studiare e proprio all’università ha cominciato a suonare, cantare e scrivere le sue prime canzone. La sua unione artistica e sentimentale con Lindsay Buckingham si trasformò in un paio di dischi e poi nella confluenza all’interno dei Fleetwood Mac cui Stevie diede un contributo fondamentale non solo con la sua inconfondibile voce e presenza scenica ma anche con tanti splendidi testi di successo.

Stevie si è sposata una sola volta con Robin Anderson, un suo amico d’infanzia che era rimasto improvvisamente vedovo. La cosa non funzionò ma la rocker ha avuto soprattutto tantissime relazioni importanti, quasi tutte con colleghi: dopo Buckingham anche lo stesso Mick Fleetwood restò ammaliato dalla sua personalità; poi il batterista Don Henley, quindi il chitarrista degli Eagles Joe Walsh (“il mio amore più grande” ha detto recentemente la cantante) per il quale scrisse la deliziosa “Has Anyone Written Something for You?” quando l’artista perse drammaticamente la figlia.

Nessun figlio, legatissima ai nipoti oggi vive accanto al fratello e alla cognata. Scrive, compone e si dedica a un'incessante attività filantropica forte dei formidabili guadagni ottenuti dalla sua carriera e da quelli ereditati dalla famiglia.

La droga, la dipendenza dai farmaci e un disperato bisogno di serenità

La sua vita ha offerto spazio per diversi libri e biografie anche per via dei suoi eccessi: Stevie Nicks ha iniziato a fare un uso massiccio di cocaina quando era giovanissima e una volta che decise di smettere diventò dipendente dai farmaci psicotici che in teoria avrebbero dovuto tenerla lontana dalla droga.

Restò bellissima nonostante la sua altezza non straordinaria (1.55 appena) ma aumentò considerevolmente di peso al punto da farle dire… “forse era meglio la cocaina dei farmaci… non riesco a scrivere con tutta quella roba”. Però produsse un primo album solista capolavoro come “Bella Donna” e numerosi altri dischi di enorme successo fino a entrare nella Hall Of Fame una prima volta nel 1998 con i Fleetwood Mac. Si calcola che abbia venduto non meno di 140 milioni di dischi, oltre quaranta delle sue canzoni sono entrati nella classifica americana.

Come noto la regola della Hall è che si possa essere indotti solo venticinque anni dopo il proprio primo lavoro e solo su nomination della commissione artistica dei Grammies. Oltre alla carriera solista Stevie ha lavorato moltissimo con numerosi colleghi: la sua collaborazione di maggior prestigio oltre a quella con Neil Young è stata quella ventennale con Tom Petty del quale era grande amica. Fu lei la grande protagonista dell’ultimo tour di Petty, tragicamente scomparso nel 2016. Nicks ha anche scoperto e prodotto una grande quantità di talenti. Da Vanessa Carlton a Harry Styles, vincitore di X Factor e fondatore degli One Direction. È stata proprio Stevie Nicks a prenderlo sotto la sua ala artistica producendo i suoi primi brani destinati al mercato americano. Styles ha ricambiato con un’introduzione alla Hall Of Fame emozionante e sentita prima di porgerle il premio mettendosi in ginocchio davanti a lei: “È incredibile ricevere questo onore proprio oggi – ha detto Stevie Nicks di fronte alla platea gremita - credo che la mia carriera solista abbia giovato anche alla longevità dei Fleetwood Mac… io mi annoio facilmente, ho bisogno di molti stimoli. Grazie a tutte le persone che mi hanno fatto crescere artisticamente, a chi ancora oggi mi è vicino e a maggior ragione a chi oggi non c'è più e mi manca terribilmente” ha detto la cantante riferendosi sicuramente sia a Don Henley con cui aveva mantenuto un'affettuosa amicizia e a Tom Petty per il quale lei era l'unico membro onorario dei suoi Heartbreakers. Oggi Stevie Nicks è una donna di 70 anni che continua a fare concerti e beneficenza. Recentemente ha chiarito il suo punto di vista anche sul film che qualcuno vorrebbe realizzare sulla sua vita. L’attrice e produttrice Lindsay Lohan ha acquistato i diritti della sua biografia per farne un film ma Stevie ha sempre negato il consenso: “Manco morta – ha detto – mi spiace per i soldi che la Lohan ha speso ma se ha questa idea deve uscire anche lei dal tunnel della droga e stare con i piedi per terra. Nessuno farà mai un film su di me… nemmeno dopo che avrò lasciato questa terra.”

Il 2019 è stato il trionfo delle band inglesi. Tra gli altri indotti nella Hall of Fame ci sono The Cure, Def Leppard, Roxy Music (attendevano l’onore da 22 anni!), Radiohead e The Zombies oltre a Janet Jackson.

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