Un anno ricco di meravigliose notizie per i ‘fedeli lettori’ di Stephen King. Un nuovo adattamento di uno dei libri del prolifico autore del Maine è nell’aria e il regista è stato finalmente scelto: l’autore norvegese André Øvredal dirigerà ‘The Long Walk’, ‘La lunga marcia’.

È la prima trasposizione del libro scritto da King nel 1979 e pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman. L’hype è alle stelle e tra l’uscita nelle sale a settembre del secondo capitolo di It e questa nuova e succulenta notizia i fan fremono!

Il regista e il film

La notizia della creazione dell’adattamento era già stata annunciata lo scorso anno e, dopo molteplici speculazioni, la New Line ha scelto e scritturato come regista per il suo progetto il norvegese André Øvredal.

Questi si è già distinto per la direzione del film ‘Troll Hunter’ e per il thriller sovrannaturale ‘Autopsy’. Inoltre nelle sale si attende per quest’anno il suo adattamento ‘Acary Stories to Tell in the Dark’, prodotto e co-scritto con Guillermo del Toro.

E adesso si aggiunge anche l’attesa di questo adattamento del distopico libro del ‘Re’!

Già Frank Darabont, regista di altri romanzi kinghiani, tra cui ‘Il Miglio Verde’ e ‘The Mist’, aveva tentato senza successo di sviluppare un film de ‘La lunga marcia’ detenendo per anni i diritti. Ma ora il progetto è stato preso e rinnovato dalla New Line Cinema, la regia assegnata e la sceneggiatura scritta da James Vanderbilt.

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Cinema

La trama

Ma di cosa parla questo distopico ‘La lunga marcia’, nato dalla mente geniale del ‘Re’?

Il libro si svolge nel futuro, in una società lontana da questo 2019 ma forse neanche troppo. Ogni anno si svolge una competizione dal nome ‘La lunga marcia’ e a questa vengono chiamati a partecipare cento ragazzi.

Le regole sono semplici e mortalmente spietate. Bisogna mantenere una velocità superiore alle 4 miglia all’ora e continuare a camminare, sempre avanti e senza mai fermarsi per raggiungere la meta.

Fermarsi o rallentare vuol dire ricevere un ammonimento. Ricevere tre ammonimenti in un’ora vuol dire essere eliminati. Essere eliminati vuol dire morire.

Chi arriva alla meta otterrà in premio quel che desidera per il resto della sua vita.

Le regole sono semplicemente 'mortali'

Le amicizie tra i giovani partecipanti nascono inevitabilmente in questa drammatica marcia ma la loro nascita è sotto il segno della morte perché ciascuno sa che l’altro è una minaccia per sé, per la sua vittoria e per la sua vita.

Con occhio attento e all’occorrenza spietato King fa partecipare il lettore a questa marcia mortale, lo fa accostare ai partecipanti, lo fa soffrire con loro.

L’indagine psicologica dei personaggi di cui è maestro colpisce ancora dritta al cuore e il romanzo del 1979 è annoverato tra i classici della distopia con echi e richiami che si possono vedere nella più recente trilogia ‘Hunger Games’ di Suzanne Collins.

Riuscirà il norvegese André Øvredal a rendere degnamente omaggio all’omonimo libro e a soddisfare i fedeli lettori del ‘Re’?

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