Inaugura oggi a Tivoli una mostra che coinvolge due suggestive sedi: il piano nobile di Villa d’Este e l’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore.

Titolo della mostra è ‘Eva vs Eva: la duplice valenza del femminile nell’immaginario occidentale’, avrà luogo dal 10 maggio al 1° novembre 2019 e affronterà un vero e proprio viaggio attraverso i secoli alla scoperta dell’affascinante figura della donna, protagonista di una vera e propria dicotomia che da sempre grava su di lei: angelo o demone, salvatrice o peccatrice?

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L’idea di questa mostra

L’idea della mostra nasce nell’anniversario dei 500 anni della morte di Lucrezia Borgia, madre di Ippolito II d’Este, creatore della stessa Villa d’Este la cui bellezza e imponenza sono ancora oggi oggetto di meraviglia, nata pensando alla vicina Villa Adriana.

Lucrezia fu una donna controversa, figlia illegittima di papa Alessandro VI si sposò tre volte, venne vista come un simbolo di corruzione, una spietata doppiogiochista, un’avvelenatrice e una donna incestuosa.

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Ma allo stesso tempo incarnò l’immagine della donna forte e indipendente, abile politica e accorta diplomatica che si fece apprezzare dal terzo marito Alfonso I d’Este e benvolere dalla corte estense. Una femme fatale e una salvatrice.

Perché allora non creare una mostra che affronti la contrapposizione di questi due modi di pensare alla figura della donna e affrontarla attraverso i secoli, dall’epoca greco-romana fino agli Settanta del Novecento?

Ecco allora nascere la mostra dalla collaborazione tra l’Istituto di Villa Adriana e Villa d’Este, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico di Pompei.

Si tratta di un grande progetto sviluppato in due suggestive location, il quale si pone il compito di seguire passo passo la figura della donna nel tempo, mostrando i suoi lati ‘positivi’ e ‘negativi’.

La mostra

L’apparente antitesi ‘angelo-demone’ si esplica in due percorsi distinti e al contempo complementari, coinvolgendo Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore.

I curatori hanno scelto di separare le due ‘anime’ della donna usando colori diversi: da un lato c’è la donna solare, angelica, salvatrice e portatrice di valori familiari, mentre dall’altro la donna oscura, la femme fatale, peccaminosa e quasi luciferina.

Nell’esposizione c’è di tutto. Si possono trovare matrici greco-romane, busti delle virtuose e potenti Giulia Domna (moglie dell’imperatore Settimio Severo) e Poppea (seconda moglie di Nerone), frammenti di affresco provenienti da Pompei, una testa della poetessa Saffo e pezzi curiosi del Cinquecento come i piatti delle zitelle, figlie di meretrici romane accolte nel Conservatorio di Santa Caterina.

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Ma anche una Maria Maddalena del Guercino, la splendida ‘Giuditta e Oloferne’, il tutto corredato da immagini, video e fotografie.

Un vero e proprio inno alla donna in tutte le sue forme, come moglie devota, come peccatrice, come anticonformista, come salvatrice, come una Penelope o una Medea.

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