Il paesaggio è un patrimonio strategico per il nostro Paese, nonostante le trasformazioni incongrue che troppo spesso, negli ultimi decenni, ne hanno alterato i caratteri originari. La sua tutela e valorizzazione rappresentano una sfida particolarmente impegnativa per l’amministrazione pubblica che deve farsene carico. Ma cos’è esattamente il “bene paesaggio”? Cosa dobbiamo includere in questa categoria così ampia e dai confini indefiniti?

Un dialogo interdisciplinare

Su questo tema, che chiama in causa la disciplina giuridica e il governo del territorio, dialogheranno Giuseppe Morbidelli, professore emerito di Diritto amministrativo all’Università Sapienza di Roma e Anna Marson, professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università IUAV di Venezia (lunedì 3 febbraio, ore 17, presso la Biblioteca Angelica di Roma, Piazza Sant’Agostino 8).

Una riflessione a due voci proposta dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, l’istituto di formazione, ricerca e studi avanzati fondato dal Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo con la missione di valorizzare le risorse umane operanti nella gestione del patrimonio culturale.

Una continua interazione fra uomo e ambiente

“Il paesaggio è un bene culturale particolare, che si differenzia dagli altri sia per l’estensione dell’oggetto, sia perché è il prodotto della continua interazione fra uomo e ambiente.

Caratteristiche che rendono la sua tutela un compito di non facile soluzione, visto anche che, anche dal punto di vista amministrativo, il paesaggio ricade spesso nella giurisdizione di soggetti diversi, dallo Stato alle Regioni e ai Comuni” dice Anna Marson, componente del consiglio scientifico della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

A introdurre il dialogo, Umberto D’Angelo, Direttore della Biblioteca Angelica che ospita l’incontro, Carla Di Francesco, Commissario straordinario della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, e Carla Barbati, professore ordinario all’Università IULM di Milano, nonché membro del consiglio scientifico della Fondazione, che ha recentemente stretto un accordo con l'Anci per la valorizzazione della cultura e del paesaggio italiano.

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali è stata istituita dal MiBACT con lo scopo di offrire una formazione interdisciplinare e aggiornata ai professionisti della cultura e ai giovani che hanno concluso l'intero ciclo formativo, fino al dottorato di ricerca, in discipline scientifiche e umanistiche legate al tema della tutela e gestione del patrimonio culturale.

Il prossimo bando di partecipazione alla Scuola, che prevede l'erogazione di una borsa di studio a tutti i partecipanti per tutta la durata biennale del corso, verrà pubblicato nelle prossime settimane.

Oltre alla Scuola del Patrimonio, la Fondazione è attiva a livello internazionale con la International School of Cultural Heritage rivolta a studenti stranieri.

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