Judi Dench ha raccontato che, a causa di una malattia della macula dell'occhio, oggi è “praticamente cieca”. L'interprete cinematografica britannica ha spiegato che i problemi di vista, di cui parla da alcuni anni, si sono ulteriormente aggravati fino a rendere ormai molto difficile leggere i copioni e seguire il lavoro sul set o in teatro.
L’attrice, che il 9 dicembre compirà 91 anni, ha descritto una condizione in cui distinguere i dettagli è diventato quasi impossibile. La vista centrale, quella che serve per leggere, riconoscere i volti e orientarsi negli spazi interni, risulta fortemente compromessa.
Le parole di Judi Dench
"Non mi vedrete davanti a una macchina da presa perchè non ci vedo più", ha detto l'attrice in un'intervista congiunta su Itv a fianco del vecchio amico e collaboratore Ian McKellen.
Per questo motivo Dench, per continuare a lavorare, si è affidata sempre di più alla memoria e alla collaborazione di chi le sta accanto. I copioni le vengono letti ad alta voce, i movimenti in scena vengono provati molte volte e segnati nello spazio in modo preciso, quasi coreografico. L’attrice ha anche spiegato di avere sviluppato strategie per riconoscere le persone soprattutto dalla voce e dall’andatura, più che dai tratti del volto, ormai difficili da distinguere.
La malattia della macula e le conseguenze sul lavoro dell’attrice
La patologia da cui è affetta Judi Dench è una degenerazione della macula, l’area centrale della retina. Nelle forme legate all’età, tra le più comuni nei Paesi occidentali, le cellule sensibili alla luce si deteriorano progressivamente. Chi ne soffre mantiene spesso una certa visione periferica, ma perde nitidezza e capacità di mettere a fuoco ciò che si trova al centro del campo visivo.
Questa caratteristica ha ricadute dirette sulle attività che richiedono precisione: leggere un libro o un copione, riconoscere i volti a distanza, vedere nitidamente ciò che accade sul palco o sul set.
Nel caso di un’attrice come Dench, tutto ciò significa affrontare un doppio ostacolo: da un lato la preparazione del ruolo, dall’altro la sicurezza fisica, perché muoversi tra scenografie, gradini, arredi di scena e apparecchiature senza una visione centrale affidabile espone a rischi continui.