MTV ha interrotto la trasmissione dei suoi canali dedicati esclusivamente alla musica alla fine del 2025, segnando la fine di un’epoca per la televisione musicale. In Italia, come in altri Paesi, sono stati chiusi MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live, mentre rimane in onda solo MTV Italia con palinsesti non musicali.
La fine dei canali musicali
Il network ha spento i canali che trasmettevano videoclip e musica a ciclo continuo, tra cui MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live. In Italia, MTV Music ha cessato le trasmissioni su Sky (canali 132 e 704) a partire dal 2026, in linea con la strategia di razionalizzazione del gruppo Paramount Skydance, nato dalla fusione tra Paramount Global e Skydance Media.
Rimane attivo solo MTV Italia, con una programmazione orientata all’intrattenimento e ai reality, lontana dalla sua identità originaria musicale.
Nuovi modelli di fruizione
La decisione riflette l’evoluzione delle abitudini del pubblico, che oggi preferisce piattaforme come YouTube, Spotify e TikTok per ascoltare e scoprire musica. Il modello della televisione musicale lineare non è più sostenibile economicamente, soprattutto in un contesto in cui lo streaming domina il mercato e i costi di mantenimento dei canali tradizionali risultano elevati.
In Italia, MTV continua a essere visibile su Sky (canale 131), su Sky Glass (122) e in streaming su NOW, ma la sua identità musicale è ormai marginale.
MTV Music, l’ultimo baluardo della musica in tv, è stato dismesso, sancendo la fine definitiva di un modello che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per la scoperta musicale.
Il valore simbolico di MTV
MTV ha rappresentato per decenni un fenomeno culturale, trasformando il videoclip in linguaggio universale e contribuendo a lanciare artisti e tendenze. La chiusura dei canali musicali non cancella il valore simbolico del marchio, ma ne segna la trasformazione definitiva: da televisione musicale a brand digitale e di intrattenimento.
Oggi MTV vive soprattutto attraverso i social, lo streaming e i contenuti on demand, mentre la musica è ormai fruizione individuale e algoritmica, lontana dalla condivisione collettiva che caratterizzava l’epoca dei videoclip in tv.