Il 3 marzo 2026, l’ANSA ha annunciato l’arrivo sul palcoscenico teatrale di “Fratello Sole Sorella Luna”, il celebre film del 1972 diretto da Franco Zeffirelli. La prima nazionale dello spettacolo, una “commedia con musiche”, si è tenuta il 5 marzo presso il Teatro Lyrick di Assisi. La drammaturgia è curata da Angela Demattè, basandosi sulla sceneggiatura originale firmata da Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. La produzione è frutto di una coproduzione tra International Music and Arts, Agidi, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro e Oliver and Friends.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottocentesimo centenario della morte di San Francesco (1226‑2026).

Gli anni giovanili di Francesco e il Cantico delle creature

Lo spettacolo teatrale ripercorre gli anni giovanili di Francesco, coprendo il periodo dal 1202 al 1209, culminando nel suo primo incontro con papa Innocenzo III. La narrazione prende avvio dalla figura di Chiara che distribuisce pane ai lebbrosi, delineando un racconto di giovani alla ricerca di valori alternativi a quelli della propria classe sociale. Al centro della scena emerge Il Cantico delle creature. Sebbene questo componimento sia cronologicamente successivo al 1209, la regia di Piero Maccarinelli ha scelto di inserirlo, affermando: “Non c’è bisogno di attualizzare nulla, è compito delle parole di Francesco risuonare nella testa dei contemporanei”.

Maccarinelli sottolinea inoltre: “Chi era Francesco? Un giovane uomo, figlio della ricca borghesia di Assisi… nella guerra contro Perugia capisce quanto sia orribile uccidere un uomo”.

Il cast dello spettacolo

I ruoli principali sono affidati a Giulio Pranno, nel ruolo di Francesco, e Ksenia Borzak, che interpreta Chiara. Il cast si arricchisce della partecipazione di attori quali Massimo Wertmüller, Fabrizia Sacchi, Gabriele Cicirello, Antonio Iorio, Edoardo Raiola, Andrea Galasso ed Edoardo Sacchi.

Fedeltà alle origini cinematografiche

La trasposizione teatrale mantiene uno stretto legame con l’opera cinematografica originale del 1972, attraverso la quale Franco Zeffirelli aveva narrato il percorso spirituale di Francesco d’Assisi.

La drammaturgia di Angela Demattè rispetta fedelmente la sceneggiatura concepita da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. La regia di Piero Maccarinelli mira a valorizzare il testo e il messaggio francescano, evitando forzature contemporanee e affidando alla forza intrinseca delle parole la capacità di comunicare con il pubblico attuale, ricreando una dimensione quasi atemporale e universale.

Il contesto delle celebrazioni francescane

Questa rappresentazione teatrale si inserisce nel contesto delle commemorazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226 e celebrata dal Comitato nazionale 1226‑2026. Lo spettacolo rappresenta una delle numerose iniziative promosse a livello nazionale, che includono anche altre manifestazioni artistiche e cinematografiche dedicate al santo.

Attraverso l’arte, il teatro, la musica e la parola, il messaggio francescano di pace, fraternità e rispetto per il creato viene proposto con rinnovata forza al pubblico contemporaneo, evidenziando la sua straordinaria attualità e la capacità di risuonare in un mondo segnato da conflitti e sfide profonde. La combinazione di sceneggiatura, musica, cast e regia mira a restituire al pubblico, italiano e internazionale, un’icona di spiritualità originata nel cuore di Assisi, la cui voce è ancora oggi potente e rilevante.