Il 7 marzo 2026 a Trieste è stato presentato il docufilm "Eva degli Iris", un progetto scritto e interpretato da Isabel Russinova, attrice triestina, e diretto con Rodolfo Martinelli Carraresi. Il film dedica un ritratto a Eva Mameli Calvino, figura definita da Russinova "la prima botanica italiana, una grande scienziata, ornitologa, madre di Italo Calvino". Il documentario si propone come un racconto multidisciplinare dell’ambientalista e patriota, intrecciando teatro, documenti d’archivio, elementi di fiction, musica e arte in un unico impianto narrativo.
Isabel Russinova ha evidenziato il significativo contributo di Eva Mameli alla scienza, sottolineando anche il suo impegno per i diritti delle donne e l’emancipazione, con una particolare attenzione rivolta ai giovani. "Nella sua vita ha avuto delle grandissime intuizioni, anche avvicinare i ragazzi alla cura della natura", ha affermato Russinova, descrivendo il suo percorso come "davvero molto interessante". Il docufilm mira a far conoscere questa figura, purtroppo ancora poco celebrata, attraverso un approccio che unisce diverse discipline artistiche e documentali. Russinova ha inoltre ribadito il proprio impegno personale: "Da anni mi occupo proprio di cercare, di scavare nella storia, per studiare personaggi femminili… che hanno dato dei grandi contributi alla storia, ma che la storia ha un po’ offuscato.
Non va bene archiviare momenti e storie, perché l’esempio che tante persone hanno dato all’umanità deve essere sempre riportato alla luce e ricordato.".
Le tappe del percorso del docufilm
Il film aveva già avuto una presentazione in anteprima il 28 gennaio 2025, ospitata nella Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica a Roma, su iniziativa del senatore Mario Occhiuto. All’evento parteciparono anche la rettrice dell’Università La Sapienza, Antonella Polimeni, e il moderatore Gianni Todini, direttore dell’agenzia ASKA. Il documentario, prodotto da Fondazione Mira e.t.s., trae ispirazione dal romanzo antologico Virinoj Angeloj Leoninoj (Armando Curcio Editore) e vanta la collaborazione di numerose istituzioni, tra cui Fondazione di Sardegna, Università di Sassari, Sapienza, Orto Botanico di Roma, Società Dante Alighieri (Italia e Cuba), INAF e Stati Generali delle Donne.
Il sito Filmitalia conferma la regia di Russinova e Martinelli Carraresi, la produzione di Fondazione Mira e la collaborazione con gli stessi enti. L'impianto interdisciplinare del film, che fonde fiction, documentazione, teatro, arte e musica, rende omaggio a Eva Mameli Calvino, una figura che suo figlio Italo Calvino definì "La maga buona che amava gli iris".
Eva Mameli Calvino: pioniera accademica e figura poliedrica
Eva Mameli Calvino (1886–1978) è stata la prima donna in Italia a ottenere la libera docenza in botanica nel 1915. Si è distinta nel campo della fisiologia e patologia vegetale, con esperienze significative a Cuba nello studio delle piante tropicali e nel favorire lo sviluppo florovivaistico, contribuendo anche alla valorizzazione di Sanremo come "città dei fiori".
Il suo impegno si estese anche alla causa dell’emancipazione femminile e alla tutela ambientale. Questi aspetti sono emersi chiaramente durante la conversazione avvenuta il 12 gennaio 2026 a Palazzo Firenze a Roma, promossa dalla Società Dante Alighieri e Fondazione Mira, dove è stato sottolineato il suo ruolo pionieristico e la trasmissione di valori scientifici e culturali al figlio Italo.
Il docufilm ha proseguito il suo percorso con proiezioni aperte al pubblico: il 31 marzo 2025 al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza, con ingresso libero previa prenotazione per studenti e docenti; e il 9 dicembre 2025, presentato nell’ambito del festival cinematografico "Versi di Luce" a Modica, con la regista presente all’evento.
L'IMDB riporta il film del 2025 con una durata di circa sessantadue minuti e distribuzione italiana.
Questi dettagli confermano che "Eva degli Iris" rappresenta non solo un omaggio cinematografico, ma un progetto culturale diffuso, sostenuto da università, istituzioni scientifiche, culturali e ambientali. L'obiettivo è far riscoprire una figura cruciale, sebbene ancora poco nota, nella storia della scienza, dell’ambiente e del femminismo in Italia.