È stata presentata il 5 marzo 2026 a Roma, nella sede della Società Dante Alighieri a Palazzo Firenze, la ventesima edizione del Premio Letterario Castello. Il concorso internazionale, rivolto a opere letterarie inedite di narrativa, poesia e saggistica, si caratterizza quest’anno per un logo rinnovato e introduce una nuova sezione dedicata ai racconti sui “borghi più belli d’Italia”, promossa insieme all’omonima associazione. Accanto a questa, si conferma la consolidata sezione “destinazione altrove”, riservata alle persone detenute nei penitenziari.

Un’iniziativa che, sin dalla sua prima edizione, si rivolge a scrittori e scrittrici di tutte le età con l’obiettivo di scoprire nuovi talenti e testimoniare la vitalità della scrittura italiana.

In venti anni il concorso ha accolto oltre cinquemila opere narrative, più di quattromila poesie e mille saggi, coinvolgendo oltre centomila autori da tutto il mondo. “Dopo il successo della sezione ‘destinazione altrove, la scrittura come esplorazione di mondi senza tempo’ riservata ai reclusi e alle recluse dei penitenziari italiani, inauguriamo una nuova area dedicata ai borghi più belli della penisola”, ha spiegato Antonio Vella, direttore generale del premio. “Questa sezione è pensata per dare anche un impulso alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e storico delle città minori”.

Gli scrittori possono inviare un racconto breve o una poesia “dedicati alle loro impressioni di viaggio, sia di un borgo visto ma anche soltanto sognato”. Le testimonianze saranno raccolte in un’antologia che sarà diffusa anche con l’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia, contribuendo così, oltre che culturalmente, a rallentare lo spopolamento dei piccoli centri.

Alessandro Masi, presidente di giuria, ha sottolineato come il premio sia “dedicato ad opere inedite per scoprire autori nuovi” e rappresenti un segnale della “grande vitalità di scrittura e di lettura” del Paese. Ha inoltre annunciato l’idea di creare “club di lettura” per favorire la comprensione dei libri e stimolare la diffusione.

Walter Verini, intervenuto alla conferenza, ha evidenziato il valore civile e culturale della sezione dedicata ai detenuti, definendola “una perla dallo straordinario valore culturale ma anche civile e sociale”.

Il bando 2026 sarà diffuso in modo capillare: librerie, biblioteche, fiere dell’editoria internazionali, ambasciate italiane, istituti di cultura, comitati della Dante Alighieri nel mondo e università. La cerimonia finale di premiazione è prevista il 24 ottobre a Città di Castello.

Contesto e conferma di un’impostazione consolidata

La conferenza stampa del 5 marzo si inserisce in una politica culturale coerente con il passato. Già l’edizione 2025 aveva, tra le sue sezioni speciali, “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, dedicata ai detenuti, che aveva coinvolto oltre ottanta persone recluse provenienti da 42 istituti penitenziari italiani.

Tale sezione era nata da un protocollo d’intesa siglato nel 2024 tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Società Dante Alighieri e l’Associazione Culturale Tracciati Virtuali, con l’obiettivo di valorizzare la scrittura come strumento di consapevolezza e ricostruzione dell’identità. La premiazione dell’edizione 2025 si era tenuta il 21 febbraio 2026 nella sala consiliare del Comune di Città di Castello.

La nuova sezione dedicata ai borghi continua questo filone di attenzione sociale e territoriale, ma apre anche un orizzonte nuovo destinato alla promozione del patrimonio dei piccoli centri italiani. La presentazione nella Galleria Luca Serianni del Palazzo Firenze, alla presenza del sindaco, dell’assessore alla cultura, del presidente di giuria e del direttore generale, conferma l’alto profilo istituzionale del Premio.

Storia del Premio e prospettive

Il Premio Letterario Castello, nato circa venti anni fa, continua a distinguersi per la sua apertura verso autori esordienti e il suo impianto sociale. In due decenni ha raccolto migliaia di testi e ha aperto spazi di partecipazione a soggetti normalmente esclusi, come le persone detenute. La nuova sezione “Borghi più belli d’Italia” può contribuire a valorizzare un patrimonio paesaggistico, urbano e culturale altrimenti marginale, invitando la scrittura a raccontare luoghi reali o immaginati e stimolando una riflessione sul rapporto tra territorio e identità.

La prevista pubblicazione dell’antologia, frutto della collaborazione con l’Associazione omonima, potrà offrire visibilità agli autori e ai borghi raccontati, permettendo al premio di proseguire nella sua missione di promuovere lettura, inclusione e valorizzazione territoriale.