A Napoli, il 27 maggio 2026, si è tenuto il convegno "Identità marittima e patrimonio come bene comune", promosso dalla Fondazione Valenzi e dall’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR presso il Circolo Ilva di Bagnoli. Massimo Clemente, direttore dell’ITC CNR, ha aperto i lavori, sottolineando come la città partenopea stia avviando un "processo virtuoso" per lo sviluppo della risorsa mare, dove innovazione e tradizione possono convivere.
L'incontro ha posto il mare al centro come patrimonio culturale, economico e sociale per Napoli.
Clemente ha illustrato la coesistenza tra le nuove tecnologie green, sperimentate nel cantiere dell’America’s Cup, e la tradizione dei "lanzini", storiche barche dei bagnolesi. Da questa sinergia, ha spiegato il direttore dell’ITC CNR, può nascere una "vera comunità del mare", narrata attraverso un museo diffuso lungo la costa napoletana. L'obiettivo è valorizzare il litorale e riscoprire l'identità marittima locale.
Investimenti e progetti per la costa di Napoli
Edoardo Cosenza, assessore comunale alle Infrastrutture, ha dettagliato gli investimenti previsti per il litorale. L’America’s Cup, ha affermato, è un "acceleratore di interventi programmati", con l'obiettivo di valorizzare l'intera costa fino a San Giovanni a Teduccio tramite nuove infrastrutture, trasporti, bonifiche e un grande parco urbano.
Marco Alifuoco, presidente del Comitato d’Indirizzo della Fondazione Valenzi, ha presentato il progetto "Agendo", mirato a riportare la cultura al centro della sostenibilità e a costruire una comunità che riconosca il mare come bene culturale condiviso e identitario per la città.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn, per voce della direttrice Claudia Gili, ha annunciato il recupero degli edifici "Tre Bicchieri" e "Sei Bicchieri". Questi ospiteranno la Marine Farm, con un acquario, laboratori di ricerca e attività didattiche. Giovanni Capasso, presidente del Circolo Ilva Bagnoli, ha evidenziato il valore sociale delle attività sportive, mentre Osvaldo Cammarota, consigliere del Circolo, ha ricordato la convivenza tra la memoria della fabbrica e quella della vita di mare, sottolineando l'impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale e sociale locale.
Il ruolo della ricerca e della sicurezza marittima
L’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR è impegnato nella promozione di processi di trasformazione urbana che integrano ricerca scientifica e dialogo tra istituzioni e cittadinanza. In questo ambito, il CNR svolge anche attività di studio e divulgazione sulla sicurezza marittima e la gestione dei rischi legati al mare. Un esempio è il convegno "Un mare di rischi. Percezione e gestione dell’incertezza nel Mediterraneo nel lungo periodo", organizzato dall’Istituto di storia dell’Europa mediterranea del CNR nel 2024. L'evento ha approfondito la storia dei rischi marittimi, la sicurezza della navigazione e l'importanza di strumenti come le assicurazioni, ribadendo la centralità della ricerca nella tutela e valorizzazione del patrimonio marittimo.
Le iniziative presentate a Napoli si inseriscono in un quadro più ampio di attenzione verso la cultura del mare, la sostenibilità e la sicurezza, coinvolgendo istituzioni, enti di ricerca e comunità locali.