La scrittrice Lidia Ravera, figura di spicco e da tempo protagonista del Premio Strega, ha manifestato una “profonda tristezza” e un certo sgomento per la recente vicenda che ha coinvolto Michele Mari e le sue presunte dichiarazioni su Michela Murgia. Ravera ha definito tali parole “gravi”, sottolineando come lo sarebbero state anche se relegate a semplici “chiacchiere da bar”. In qualità di giurata del Premio e proponente di Isabella Delle Monache per l’edizione attuale, Ravera non ha celato il proprio turbamento per l’imbarazzo diffusosi nella comunità letteraria italiana.
Ha dichiarato: “Mi ha causato, tutta questa vicenda, una profonda tristezza”, evidenziando come gli scrittori e le scrittrici finalisti del prestigioso riconoscimento godano di un’attenzione mediatica privilegiata, raramente concessa alla letteratura nel panorama nazionale.
La polemica è emersa il 18 giugno 2026, durante un viaggio in pullmino che vedeva i finalisti diretti verso una tappa del tour promozionale. In tale circostanza, Michele Mari avrebbe espresso commenti ritenuti offensivi nei confronti di Michela Murgia, scomparsa il 10 agosto 2023. Secondo quanto riferito da diversi presenti, tra cui Teresa Ciabatti, Mari avrebbe affermato che Murgia era “intransigente e violenta perché era brutta”, aggiungendo che “con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza”.
Le dichiarazioni hanno provocato l’immediata reazione di Teresa Ciabatti, amica intima di Murgia, che ha replicato: “Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male”. La presenza di altri testimoni, quali Elena Rui, Matteo Nucci, una hostess e l’autista, ha confermato la dinamica dell’accaduto.
Il dibattito sulla responsabilità della parola
Pur riservandosi il giudizio sulle opere in concorso, Lidia Ravera ha ribadito che “è sempre sgradevole e violento essere resi pubblici quando ci si pensa ‘in privato’”. Ha insistito sulla gravità della frase attribuita a Mari: “Lo sarebbe come chiacchiera da bar, lo è di più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e scrittori”.
La scrittrice ha poi richiamato il dovere etico di chi opera nel campo della letteratura di “pesare le parole, sceglierle con cura, scoprirne di nuove. Selezionarle. Proporle alle lettrici, ai lettori”. Un omaggio particolare è stato rivolto a Michela Murgia, descritta come “in servizio mentale permanente”, una caratteristica che, come per tutti gli artisti, la rendeva costantemente impegnata nella riflessione. “Per questo continua a lavorare sulle nostre opinioni e percezioni anche a tre anni dalla morte. Era una donna forte e generosa. Il suo corpo – ha affermato Ravera – esibiva con orgoglio la sua libertà dagli stereotipi che avvelenano la vita delle femmine”. Ravera ha anche ricordato un episodio pregresso in cui aveva difeso Murgia da attacchi giornalistici, sottolineando l’importanza del confronto intellettuale.
Successivamente, Michele Mari ha diffuso una precisazione tramite la sua casa editrice, negando di aver mai discusso l’aspetto fisico di Murgia. Ha dichiarato di aver unicamente “rievocato, in un contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione”. Nonostante questa smentita, la polemica non ha accennato a placarsi, mantenendo alta la tensione nel mondo letterario.
Scenari e precedenti nella storia del Premio Strega
La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, ente organizzatore del Premio Strega, ha preso una posizione chiara, affermando che “ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone” sono da considerarsi incompatibili con lo spirito del prestigioso riconoscimento.
Gli organizzatori stanno attualmente valutando diverse opzioni: la richiesta di scuse pubbliche da parte di Mari, un suo eventuale ritiro volontario dalla competizione o, in alternativa, la sua esclusione formale. Quest’ultima misura, se attuata, rappresenterebbe un evento senza precedenti nella storia del Premio Strega. Si ricorda, infatti, che nel 1968 Pier Paolo Pasolini si ritirò spontaneamente dalla gara, ma non fu mai escluso d’ufficio dall’organizzazione.
L’intera vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo pubblico e la responsabilità della parola che grava sugli scrittori, oltre a mettere in luce le dinamiche interne di uno dei premi letterari più seguiti in Italia. Il Premio Strega, istituito nel 1947, è stato spesso teatro di accesi confronti e ha sempre generato un forte coinvolgimento mediatico.
Il caso attuale si inserisce in questa tradizione, richiamando l’attenzione non solo sulle opere in gara, ma anche sul comportamento e le dichiarazioni dei suoi protagonisti, evidenziando la loro visibilità e l’impatto sulle opinioni del pubblico.