Il direttore tedesco-egiziano Nabil Shehata porta a Lucca un potente messaggio di unità attraverso la musica. “Per me la musica è connessione. Quando suoniamo o ascoltiamo musica, condividiamo un’esperienza che trascende lingua, nazionalità, religione o provenienza. La musica ha la straordinaria capacità di unire le persone e di ricordarci la nostra comune umanità”, dichiara Shehata. Queste parole introducono il progetto “Musica e Pace”, un’orchestra eccezionale formata da studenti del Festival Virtuoso & Belcanto, dell’Akademie Barenboim-Said di Berlino, del Conservatorio Boccherini e della Scuola di Fiesole.
L’ensemble è composto da musicisti provenienti da contesti diversi, inclusi israeliani, palestinesi e giovani talenti dai Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa. Il concerto, momento clou dell’undicesima edizione del Virtuoso & Belcanto Festival, si terrà il 2 agosto 2026 a Lucca. L’evento fa parte del festival in programma dal 21 luglio al 2 agosto, che coinvolgerà le città di Lucca, Firenze e Pisa.
Per l’occasione, l’orchestra proporrà un programma di grande impatto, che include la Fantasia su un tema di Thomas Tallis di Vaughan Williams, le Variazioni su un tema rococò di Čajkovskij e la Sinfonia n. 2 di Beethoven. Accanto al maestro Shehata, saliranno sul podio Jan Bjøranger come primo violino e Claudio Bohórquez come violoncello solista, promettendo un’esecuzione di alto livello.
Un’Orchestra per la Pace: Nascita e Prospettive Future
L’orchestra “Musica e Pace” è stata costituita appositamente per l’edizione 2026 del Virtuoso & Belcanto Festival, segnando il suo debutto proprio in questa significativa occasione. Shehata esprime la speranza che il progetto possa avere un futuro duraturo: “Per quanto riguarda il futuro, chissà dove ci porterà questo progetto. Ci piacerebbe portarlo avanti ogni anno a Lucca e accogliere ancor di più musicisti di ogni Paese”.
La scelta del nome “Musica e Pace” è profondamente legata al contesto internazionale attuale, segnato da conflitti, aggressioni e divisioni. Creare momenti di felicità, speranza e gioia rappresenta, secondo il direttore, una risposta significativa a queste tensioni.
Questa visione è rafforzata anche dalla scelta simbolica della Seconda Sinfonia di Beethoven, un’opera che evoca sentimenti di trionfo e superamento delle avversità.
Il Valore Educativo e Umano della Musica
Nabil Shehata sottolinea il ruolo unico della musica come forma di comunicazione e strumento educativo. “A tutti piace ascoltarla, ma fare musica insieme ci insegna qualcosa di ancora più importante”, afferma. In un’orchestra, ogni musicista deve eseguire la propria parte prestando attenzione agli altri, anche se suonano qualcosa di completamente diverso. Questo equilibrio tra responsabilità individuale e consapevolezza reciproca è ciò che permette a un’esecuzione di prendere vita.
“Credo che in questo processo si nasconda una lezione preziosa: ci ricorda che nelle nostre conversazioni e interazioni quotidiane possiamo mantenere le nostre opinioni pur ascoltando e rispettando il punto di vista degli altri.
In questo senso, la musica non solo unisce le persone, ma ci insegna anche a vivere e lavorare insieme”, spiega il maestro. Un’orchestra, infatti, è composta da molti individui, ognuno con la propria voce e prospettiva, che, ascoltandosi a vicenda, creano qualcosa di più grande di loro stessi.
Per Shehata, la musica “dà significato alle nostre emozioni, ci dona gioia, offre conforto nei momenti difficili e ci aiuta a comprendere noi stessi e gli altri più profondamente. Per questo credo che la musica non sia un lusso, ma una parte essenziale di ciò che ci rende umani”. Il concerto di chiusura del Festival Virtuoso & Belcanto 2026 si configura così come un’iniziativa culturale e umana di grande rilievo, trasformandosi in un’esperienza di dialogo e incontro tra culture e identità diverse, ben oltre il puro evento musicale.