L'attore Mark Ruffalo è tornato al centro dell'attenzione mediatica negli Stati Uniti, replicando pubblicamente alle accuse mosse dal gruppo Paramount Skydance. La società, guidata da David Ellison, lo aveva accusato di aver utilizzato "stereotipi antisemiti" nelle sue critiche alla fusione da 111 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery. Ruffalo, sostenuto da John Cusack e Hannah Einbinder, ha definito tali accuse "inaccettabili e disoneste", ribadendo la legittimità delle sue posizioni contro l'operazione e la commistione tra capitale privato, controllo dei media e interessi industriali legati a Oracle, la società tecnologica del padre di David, Larry Ellison.

Già firmatario di un impegno collettivo a non collaborare con istituzioni legate a Israele per le sue politiche verso i palestinesi, l'attore ha ribadito la netta distinzione tra la critica alle scelte politiche e militari dello Stato di Israele e qualsiasi offesa al popolo ebraico. In un messaggio ampiamente diffuso, Ruffalo ha affermato: "Criticare le azioni del premier israeliano, un contratto per tecnologie militari o i dirigenti che le forniscono, non equivale a criticare gli ebrei". Ha inoltre sottolineato come "esaminare attentamente gli Ellison, compreso il business di Oracle, così come la grave minaccia alla libertà editoriale e la perdita dei mezzi di sostentamento per migliaia di famiglie, sia giusto e necessario".

L'operazione, ha avvertito, "consegnerebbe a un'unica famiglia il controllo di CNN, HBO e Warner Bros., sostenuta in parte da capitali stranieri la cui possibile influenza sulle decisioni editoriali non è mai stata pienamente spiegata al pubblico".

La fusione e le contestazioni

La fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, sebbene approvata a giugno dal Dipartimento della Giustizia americano, rimane sospesa in attesa della decisione di un giudice federale su una causa antitrust intentata da dodici Stati. Un mancato accordo entro il 30 settembre potrebbe costare a Paramount Skydance penali giornaliere stimate in circa 7 milioni di dollari. Al centro delle critiche di Ruffalo vi è anche il rischio che avanzate tecnologie di sorveglianza, fornite da Oracle alle istituzioni militari israeliane dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, possano confluire nei sistemi dei grandi conglomerati mediatici globali, condizionando la pluralità informativa e la libertà di espressione.

La replica di Paramount è giunta prontamente, ricevendo l'appoggio pubblico del Centro Simon Wiesenthal e della Anti-Defamation League. In una dichiarazione ufficiale, Paramount ha dichiarato: "Parole come genocidio e apartheid, applicate a un'operazione societaria, non sono soltanto sbagliate: superano ogni limite e finiscono per sminuire la sofferenza reale che quelle parole dovrebbero descrivere". L'azienda ha inoltre ribadito di non tollerare alcuna forma di pregiudizio.

Le ragioni dell'attore e l'impatto sul settore

Ruffalo ha voluto chiarire le motivazioni delle sue critiche, sottolineando di agire "da posizioni di coscienza politica" e di non nutrire alcun sentimento ostile verso il popolo ebraico, per il quale ha dichiarato profondo rispetto.

L'attore ha evidenziato il ruolo significativo di amici e colleghi ebrei nella sua formazione, ribadendo che ogni contestazione all'operazione si basa esclusivamente su considerazioni politiche e civili connesse all'impatto della fusione sul pluralismo dell'informazione e sull'occupazione nel settore.

Il caso mette in luce la straordinaria portata della fusione: l'accordo darebbe a un singolo gruppo il controllo su alcuni degli asset mediatici più rilevanti del mondo occidentale, tra cui CNN, HBO, Warner Bros., CBS e Paramount+. Ciò potrebbe comportare un'accentramento di potere e influenza editoriale e commerciale senza precedenti nel settore. In attesa della decisione dei giudici sui ricorsi e delle ricadute della possibile fusione, la vicenda conferma la crescente sensibilità dell'industria culturale alle questioni di governance societaria, pluralismo e libertà di espressione nel contesto della trasformazione digitale.