La ghigliottina della censura non si è fatta attendere all'uscita di "#Arancia Meccanica", il capolavoro del 1971 firmato da Stanley #kubrick, considerato "troppo violento ed esplicito per il pubblico". Il film, però, ricevette anche numerosi elogi, come quelli di registi del calibro di Federico Fellini e Akira Kurosawa, e del critico d’arte Achille Bonito Oliva.

Non mancarono nemmeno i premi: 4 nomination agli Oscar e 3 ai Golden Globe, Premio Pasinetti al Festival del #Cinema di Venezia del 1972, "miglior film" e "migliore regia" al Premio del Circolo della Critica cinematografica di New York. E adesso, vediamo quali sono 5 curiosità che riguardano "Arancia Meccanica" [VIDEO].

Nadsat

Alex e i suoi amici parlano uno strano linguaggio: fra loro si chiamano "drughi", cervello e mal di testa vengono definiti "Gulliver", si parla di "su e giù" o di ragazzi "malcichi". Sono tutte parole derivate dal Nadsat, uno slang dell'inglese con influenze russe, inventato di sana pianta da Anthony Burgess, l'autore del libro.

Sostituta

La prima attrice che avrebbe dovuto interpretare la moglie stuprata dello scrittore Alexander non resse alla tensione della scena che Kubrick volle girare più e più volte. Fu così il turno di Adrienne Corri che, comunque, accusò il regista di averla scossa emotivamente per l'elevato numero di riprese della stessa scena. Per quanto riguarda la tuta rossa che l'attrice indossava, la costumista fu costretta a cucirne numerosi doppioni, poiché la scena prevedeva che Alex spogliasse la donna tagliando il tessuto con le forbici.

Candidi Supereroi Perversi

La scelta dei costumi fu affidata all'italiana Milena Canonero. Fu proprio lei a concepire le "divise" di Alex e della Banda dei Drughi: l'idea di fondo era quella di un qualcosa a metà fra un'uniforme da poliziotto e il costume di un supereroe perverso. La scelta del bianco non fu casuale, poiché la Canonero pensò di sottolineare il contrasto tra un colore che tradizionalmente indica purezza e candore, e un comportamento estremamente violento, quasi disumano.

Autocelebrazione

Kubrick si è concesso un pizzico di vanità all'interno del film. Nella scena in cui Alex va a ritirare una sua ordinazione nel negozio di dischi, tra i vinili è ben visibile la colonna sonora di "2001, Odissea nello spazio", un altro capolavoro del regista statunitense, approdato nelle sale nel 1968.

Protesta

Nel film, il corpo femminile subisce un estremo processo di mercificazione: la nudità delle ragazze che Alex porta a casa sua, e della giovane che non riesce a violentare dopo la "cura Ludovico" sono esposte senza veli.

La donna stuprata da Alex non indossa biancheria intima sotto il vestito, e persino l'anziana proprietaria della clinica per dimagrire si esercita nello yoga con pose esplicite. Quello introdotto da Kubrick è un messaggio di protesta contro il mondo della pubblicità, che proprio in quegli anni stava iniziando ad usare ancora più massicciamente il corpo femminile come espediente per rifilare agli acquirenti ogni tipo di bene di consumo.