#Angela Iacobellis, nota anche come “Angelo del #Vomero”, era una bambina come tante, con la gioia dipinta in viso ed una straordinaria bontà stampata nel cuore. La piccola, originaria di Roma, si trasferì successivamente a Napoli in compagnia della sua famiglia: è proprio in terra partenopea che la bimba dei miracoli si ammalò di una inguaribile leucemia, che la colpì in tenerissima età e la condusse alla morte a soli 11 anni.

I memoriali di Angela e gli affetti

Angela era per tutti gli abitanti del Vomero una fanciulla normalissima, che amava profondamente i suoi familiari ed in particolar modo zio Luigi e Nonna Stella.

Altruista e sempre disponibile nei confronti dei più bisognosi, era solita regalare loro anche le cose più care e preziose. Della sua vita conosciamo moltissimi dettagli grazie a quella sorta di diario personale che la piccola realizzò per annotare i fioretti e le buone azioni della giornata.

In una pagina sbiadita si legge ad esempio: “Oggi ho fatto sedere un povero vecchietto curvo al mio posto” poi, tra parentesi: “benché fossi stanca“. “Oggi ho mangiato tutto quello che mi hanno dato” e, tra parentesi, “benché non avessi fame“.

Gli scambi epistolari con San Pio e il processo di beatificazione

A undici anni le fu diagnosticata la leucemia, che in un primo momento non le fu rivelata dai suoi familiari, ma che in seguito accettò a testa bassa e con fede. La piccola si affidava completamente a Dio attraverso costanti preghiere e la frequentazione delle messe domenicali, grazie alle quali riusciva a dar un senso alle sue giornate e alle sue azioni.

Fu proprio nei momenti più bui della sua breve vita che ebbe modo di avvicinarsi molto a San Pio da Pietrelcina, che poté incontrare per una confessione e col quale diede vita a una fitta rete di corrispondenze epistolari.

Dopo la sua morte, avvenuta nel marzo 1961, molte persone asserirono di aver ricevuto grazia per intercessione del piccolo angelo del Vomero, la cui fama si diffuse presto in tutta la penisola e non solo. A seguito di diversi accertamenti, nel febbraio 1991 fu presentato il “supplice libello” per la causa di beatificazione all'attuale Cardinale Giordano; qualche mese dopo, e più esattamente l’undici giugno, la Santa Sede concesse il ‘nulla osta’ per il suo processo di beatificazione. La sua salma è attualmente conservata presso la Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini.