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Diana Scherer vive ad Amsterdam ed è un'artista tedesca che costringe le radici delle piante [VIDEO] a crescere creando veri e propri pizzi e meravigliosi motivi decorativi.

L’eccezionale ispirazione nacque dalle teorie di Charles e Francis darwin.

Nel manuale “Il potere di movimento nelle piante“, Darwin sosteneva che anche se le piante non hanno un vero e proprio movimento, questo in realtà non avviene per le radici. Le radici infatti si muovono grazie all'Ambiente in cui crescono. Le piante in poche parole, si adattano e si muovono a seconda dello spazio in cui si trovano.

Parte da qui il desiderio della Scherer di dare forma intelligente alla pianta

“Negli ultimi anni la mia passione è stata principalmente focalizzata sulle dinamiche che orientano il movimento e il comportamento delle parti delle piante sotto terra.

Usando modelli sotterranei come stampi, i sistemi di radici delle piante sono incanalati, formando un materiale simile al tessuto.

Durante il processo di crescita le radici si conformano agli schemi e il materiale radicale si intreccia" spiega l’artista."Sono stata affascinata dal sistema radicale, con i suoi processi sotterranei.

Una radice naviga, sa cosa succede su e giù, osserva la gravità e localizza l'umidità e le sostanze chimiche. Darwin ha scoperto che le piante sono molto più intelligenti di quanto pensassero tutti. Per i botanici contemporanei, questa materia sepolta è ancora una terra meravigliosa.

C'è un'indagine globale per scoprire questo mondo nascosto. Voglio quindi esplorarlo e applicare l'intelligenza delle piante nel mio lavoro" aggiunge.Il modo in cui la Scherer riesce ad ottenere questo risultato non viene svelato.

Quello che possiamo però conoscere è che l’artista ha usato dei “calchi” sul sottosuolo per obbligare le radici a intraprendere percorsi specifici alla ricerca di sostanze di nutrimento.

In questo progetto Diana, venne aiutata da ricercatori dell’Università di Radboud, Olanda.

Alcuni anni fa l'artista tedesca sviluppò anche diverse sculture naturali che lei soprannominò "Nurture Studies".

Questo progetto consisteva nella crescita di una serie di fiori per un periodo di sei mesi in vasi e contenitori caratterizzati da forme e silhouette diverse.I vasi, agendo come corsetti di contenimento, avevano scolpito la terra nel corso dei mesi e lasciato le radici esposte. Un modo insomma totalmente fuori dal comune per fare Arte, ma alla fine se ci pensiamo l’arte non è proprio questo?