Il movimento #MeToo e il recente discorso internazionale sulle molestie sessuali è ancora in corso e ogni giorno emergono migliaia di vittime e casi di molestie sessuali che interessano ogni ambito, dalla quotidianità di ciascuno di noi alla politica. Il discorso è stato recentemente anche spostato all’infanzia, con l’interrogativo: quando è giusto iniziare ad educare al rifiuto? The Girls Scouts of America ha sottolineato come sia importante insegnare ai bambini a dire di no agli adulti di fronte ad un bacio o ad un abbraccio indesiderato, poiché non sempre i bambini richiedono tutte le attenzioni che siamo soliti incentrare su di essi.

Rifiuto dell'affetto

È fondamentale, però, educare anche al rifiuto quando un atteggiamento di affetto o di contatto fisico non desiderato avviene da parte di un proprio pari. Come afferma Eric Lindsey, professore associato del dipartimento di psicologia presso la Pennsylvania State University-Berks Campus, qui non si tratta di eliminare l’affetto, fondamentale allo sviluppo umano, ma di imparare a conoscerne e stabilirvi i limiti appropriati, si tratta quindi di prendere coscienza del proprio corpo e di quello altrui.

Niente affetto senza educazione

L’educazione al consenso deve essere incarico non solo dei maestri, ma anche dei genitori, che rivestono un ruolo essenziale, come spiega il sessuologo Logan Levkoff.

Egli suggerisce ai genitori di costruire una base di Consenso rispettando i desideri dei figli riguardo l’affetto, sia che esso provenga dalla madre sia che provenga dal padre, da altri adulti o da altri bambini, soprattutto i cosiddetti “aggressori di affetto”, quei bambini che abbracciano e baciano i loro coetanei senza notare o prestare attenzione se quell’affetto non è voluto. Sarebbe altrettanto utile incoraggiare i bambini a chiedere il permesso, sia con parole che con gesti, ma anche insegnare a come gestire il proprio affetto rifiutato: è importante far capire che si può essere amici e volersi bene anche se a volte uno dei due preferisce non essere abbracciato o toccato, e che ci sono altri modi per poter esprimere tale affetto, come un disegno, un regalo o le parole.

Ovviamente l’affetto e il desiderio sessuale di un adulto è del tutto differente dall’affetto di un bambino, ma imparare a dire no e a rispettare il desiderio altrui sin da bambini aiuterà sicuramente questi ultimi quando diventeranno adolescenti e adulti e la “posta” in gioco sarà sicuramente più alta.