Ci risiamo. Come ogni anno, dopo vacanze e spensieratezza nessuno vuole rassegnarsi veramente alla fine della stagione estiva. D'altra parte, anche se la maggior parte delle persone è tornata nel proprio ufficio o tra i banchi di scuola, fuori splende ancora un bel sole caldo e luminoso che ci accarezza al mattino con i suoi raggi e che ci accompagna fino all'ora di cena. Tutto questo, però, ha una data di scadenza: il 28 ottobre 2018, infatti, tornerà l'ora solare e con essa l'inverno. Questa, però, potrebbe essere l'ultima volta che spostiamo le lancette dei nostri orologi. Dall'anno prossimo, infatti, le cose potrebbero cambiare grazie alla proposta della Commissione europea anche se nulla è ancora certo.

Cosa accade il 28 ottobre?

Il 28 ottobre 2018, allo scoccare delle 3.00 le lancette dei nostri orologi devono essere portate indietro di un'ora. In questo modo, anche quest'anno, si passerà dall'ora legale a quella solare, ovvero all'orario dettato dal meridiano del fuso orario di riferimento. Dunque, l'ultimo weekend di ottobre, nella notte tra sabato e domenica, dormiremo un'ora in più ma le giornate inizieranno ad accorciarsi sensibilmente.

Perché alterniamo ora solare e ora legale?

In Italia, ma in generale in tutta Europa, l'ora legale nacque agli inizi del 1900 come metodo per risparmiare sui consumi elettrici nazionali soprattutto nei periodi di guerra. Questo espediente venne abolito e ripristinato più volte fino al 1965, anno in cui il cambio tra ora solare e ora legale venne stabilito definitivamente.

L'ora legale, infatti, permette di sfruttare al meglio le ore di sole disponibili durante i mesi estivi e di evitare, dunque, un ingente spreco energetico. La società Terna, responsabile dei flussi energetici in Italia, ha stimato infatti un risparmio di 900 milioni di euro tra il 2004 e il 2012.

Cosa converrebbe all'Italia dal 2019?

Entro aprile dell'anno prossimo ogni Paese europeo dovrà scegliere se adottare o meno in modo permanente l'ora legale oppure quella solare. Escludendo gli incontrollabili gusti personali, a mettere in discussione l'ora legale sono stati i Paesi del nord europa che con l'ora legale sono arrivati ad avere giornate lunghissime e pochissime ore di buio durante i mesi estivi.

I Paesi dell'Europa meridionale, invece, tendono ad avere poca disparità tra ore di luce ed ore di buio data la loro posizione geografica. Cosa converrebbe, dunque, scegliere per il bene dell'Italia? Da un punto di vista economico e considerando e semplificando le nostre abitudini di vita, è più conveniente che l'Italia scelga di adottare l'ora legale permanente in modo tale da non subire ripercussioni fisiche dovute al cambio d'ora e da vivere tutto l'anno godendo di un'ora in più di luce.

Segui la pagina Scienza
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!