Maurizio Landini, segretario della Cgil, in un'intervista a Repubblica ha proposto l'introduzione di una imposta patrimoniale per finanziare un vasto programma di investimenti pubblici che favoriscano la crescita economica e riducano le disparità che, a suo dire, caratterizzano il nostro sistema economico.
In una serie di commenti via Twitter, Carlo Stagnaro, direttore dell'Osservatorio sull'economia digitale dell'Istituto Bruno Leoni, chiarisce come:
- dati alla mano la disuguaglianza non sia cresciuta quanto sostiene Landini, ma anzi in una prospettiva di lungo termine si sia ridotta, rimanendo stabile negli ultimi decenni, su livelli in linea con gli altri paesi europei;
- le imposte sui patrimoni siano già elevate in Italia, all'interno di un sistema nel quale la pressione fiscale è tra le più elevate nell'unione europea;
- il gettito potenziale, secondo quanto riportato de Lavoce.info sarebbe in ogni caso contenuto a meno di non introdurre aliquote fortemente penalizzanti;
- la diseguaglianza, stando alle analisi dell'OCSE, sia dovuta alla scarsa mobilità sociale e all'ingiustizia del sistema fiscale.
Landini ha proposto un tributo contro le diguaglianze
Secondo il segretario della CGIL una imposta patrimoniale potrebbe ridurre le disuguaglianze del paese e finanziare un piano di investimenti per stimolare la crescita.
[thread] In una lunga intervista su @repubblica, il capo di @cgilnazionale Maurizio #Landini invoca una grande #patrimoniale (la chiama “tributo di equità contro le disuguaglianze”) per finanziare “un piano straordinario di #investimenti pubblici e privati” 1/n
— Carlo Stagnaro 🏴🐹 (@CarloStagnaro) 3 aprile 2019
La diseguaglianza non è cresciuta come sostiene il segretario della CGIL
Osservando i dati della banca Mondiale, riportati da Carlo Stagnaro dell'Istituto Bruno Leoni, si osserva come la principale misura di diseguaglianza si trovi ad oggi in linea con i livelli del 2003.
Se ci concentriamo sul periodo dopo l’ingresso nell’euro, la risposta è NO: l’indice di Gini (una comune misura di disuguaglianza) è moderatamente cresciuto negli anni della recessione, ma prima era scesa, e oggi siamo grossomodo dove eravamo nel 2003 https://t.co/S8QOJV79wi 6/n pic.twitter.com/T1Ko801DsN
— Carlo Stagnaro 🏴🐹 (@CarloStagnaro) 3 aprile 2019
In una prospettiva pià ampia l'indice di gini è calato dal 50% dell'80 a circa 30% negli anni più recenti
Inoltre osservando gli altri paesi si può riscontrare che la disuguaglianza in Italia è minore rispetto alla spagna e maggiore (di poco) rispetto a Francia, Germania e UK.
La diseguaglianza dipende dalla scarsa mobilità sociale
Come riportato dall'analisi effettuata dall'OCSE sulla mobilità sociale, quest'ultima costituisce una delle determinanti principali della diseguaglianza.
L’ineguale distribuzione della ricchezza è l'effetto del problema. La sua causa sta scarsa mobilità sociale, dovuta a un sistema fiscale ingiusto e alla poca concorrenza https://t.co/Jos9CM8mLb cc @agarnero 14/n
— Carlo Stagnaro 🏴🐹 (@CarloStagnaro) 3 aprile 2019
La patrimoniale è la risposta sbagliata a un falso problema
Seguendo le indicazioni dell'OCSE occorrerebbe dunque promuovere una maggiore concorrenza e un sistema fiscale meno distorsivo ovvere attuare politiche opposte a quelle suggerite dal segretario della CGIL.
In sintesi, #Landini parte da una diagnosi scorretta, propone una terapia dannosa e chiede di somministrare al paese un farmaco inutile 15/n
— Carlo Stagnaro 🏴🐹 (@CarloStagnaro) 3 aprile 2019