Da tempo si dice che l'adeguamento delle misure previdenziali alla stima di vita degli italiani è fattore necessario per la sostenibilità del sistema Pensioni nostrano. Lega e Movimento 5 Stelle hanno varato, nel cosiddetto "decretone" con cui hanno creato, tra le altre misure, anche la Quota 100, lo stop agli incrementi dei requisiti di accesso alle pensioni anticipate. Infatti su questi strumenti di uscita dal lavoro il precedente governo giallo-verde ha imposto il blocco fino al 2026 dei requisiti di accesso: nessun aumento previsto e pensioni che rimangono centrabili con 42 anni e 10 mesi di contributi per lavoratori e 41 anni e 10 mesi per lavoratrici.

In attesa che il governo attuale metta mano alle pensioni nella legge di Bilancio, il sito tematico Pensionioggi presenta una scheda con la quale mette in evidenza lo scenario futuro della pensione anticipata e gli aumenti dei requisiti che, se le regole attuali, farebbero riprendere gli aumenti dal 2027, spostando in avanti i requisiti contributivi di ulteriori 2 anni fino al 2050.

La pensione anticipata

Per pensione anticipata si intende la misura pensionistica che permette l'uscita dal lavoro una volta raggiunto un determinato numero di contributi, senza alcun collegamento all'età anagrafica del lavoratore.

Si tratta di quella che una volta si chiamava pensione di anzianità, che la Fornero con la sua riforma cancellò e sostituì con il nuovo strumento. Le pensioni anticipate, come detto, sono state oggetto di un intervento nell'ultima manovra di Bilancio dell'allora governo dei due vicepremier Salvini e Di Maio, che decise di stoppare il previsto aumento di 5 mesi del 1° gennaio 2019, congelandolo fino al 2026.

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Pensioni

Inoltre, dal momento che con la Quota 100 furono previste delle finestre mobili di uscita, anche per le pensioni anticipate i legislatori hanno deciso di imporre una decorrenza posticipata di 3 mesi dalla data di maturazione del diritto. Ad oggi quindi, in attesa di ipotetici interventi del nuovo esecutivo, il prossimo scatto in aumento è previsto per il biennio 2027-2028.

Gli scenari futuri e le pensioni che si allontanano

Nelle discussioni quotidiane in materia previdenziale, tra politica e organizzazioni sindacali, emerge il fatto che i giovani di oggi, in particolar modo le donne, saranno presumibilmente molto penalizzati sulle pensioni future.

La difficoltà a trovare un impiego duraturo, costante e continuo non permettono di raggiungere le soglie contributive oggi necessarie per la stragrande maggioranza delle prestazioni pensionistiche. Già oggi la difficoltà è evidente, perché oltre ai quasi 43 anni di contributi che servono per le quiescenze anticipate, bisogna possedere 38 anni per la quota 100, oppure 30 o 36 per l'Ape sociale, 35 per Opzione Donna e così via.

Già oggi questo è un problema, visto che la disoccupazione è sempre elevata e che il precariato ormai è una costante del mondo del lavoro. Figuriamoci quindi se per via dell'aspettativa di vita si continua a spostare in avanti i requisiti per le pensioni, inasprendo di molto le soglie di uscita.

Secondo il sito Pensionioggi, in base alle regole attuali e in base alla stima di vita Istat dell'andamento demografico della popolazione del 2017, entro il 2050 ci vorranno due anni ed un mese in più per le pensioni anticipate ed anche per l'eventuale Quota 41 dei precoci (ora disponibile solo con ulteriori requisiti specifici).

Nel 2027 in effetti si tornerà a salire di 3 mesi, con le pensioni anticipate che saliranno a 43 anni ed un mese (per le donne resta un anno in meno) e la Quota 41 per la quale saranno necessari 41 anni e 3 mesi di contributi. Si salirà di 3 mesi ogni biennio fino al 2030, per poi passare ad aumenti di due mesi sempre ogni due anni. Già nel 2039 ci vorranno 44 anni di lavoro per andare in pensione con le anticipate, mentre ci vorranno 42 anni e 3 mesi di contributi per quella che sarebbe la Quota 41 per precoci. Lo scenario finale del sito, cioè il biennio 2049-2050, fissa l'asticella a 44 anni ed 11 mesi per le pensioni anticipate e 43 anni ed un mese per la Quota 41.

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