Il Giappone è il Paese dei contrasti. In nessun altro posto al mondo la tecnologia più sfrenata è avvolta da un passato così vivido, palpitante come nella terra dei ciliegi. Un passato che diventa presente in una sorta di passo a due che alterna ritmi sincopatici a leggerezza poetica. Impossibile non rimanerne ipnotizzati. E non è un caso che sempre più persone scelgano il Giappone come meta di viaggio o, semplicemente, come oggetto di studio. La letteratura in merito è molto vasta, qui di seguito riporteremo alcune delle tantissime curiosità su un popolo, quello giapponese, che ha fatto della gentilezza la sua cifra stilistica.
Il bottone degli innamorati
L'ultimo giorno di scuola dell'ultimo anno delle superiori i ragazzi sono soliti regalare il secondo bottone della loro divisa alle ragazze di cui sono innamorati. Perché proprio il secondo? La risposta è di un romanticismo estremo: quel bottone, infatti, è il più vicino al cuore e si crede custodisca tutto l'amore provato per una persona durante il periodo scolastico.
Il quarto piano non esiste
In molti edifici in Giappone manca il quarto piano. Si passa direttamente dal terzo al quinto per una forma di scaramanzia. La pronuncia del quattro, infatti, è in giapponese simile a quella di morte. Ovviamente per lo stesso motivo negli ospedali sarà difficile trovare una stanza numero quattro.
Mai scrivere un nome di persona in rosso
Un'altra forma di scaramanzia in Giappone è quella di non scrivere mai un nome proprio in rosso perché è un augurio di morte. Non è chiara l'origine di questa credenza, ma è legata all'usanza di scrivere sulle lapidi prima del decesso il nome del defunto con questo colore.
Il telefono del vento
Un telefono situato su una collina isolata ad Otsushi per parlare con i propri defunti. Chi ne sente il bisogno può andare lì per piangere, rimanere in silenzio o sfogarsi, in senso figurato, con chi non è più su questa terra. Un modo molto giapponese per elaborare il lutto creato da Itaru Sasaki, una ragazza che ha perso il cugino durante lo tsunami del 2011.
Vietato vantarsi
Vantarsi è un verbo che non appartiene al popolo giapponese. Farlo, anche in maniera involontaria, è considerato un atto veramente maleducato.
Sole rosso
Noi occidentali siamo soliti disegnare il sole di giallo in Giappone, invece, tutti lo disegnano di rosso. Un omaggio alla bandiera nazionale dove troneggia un sole rosso o, come sostiene qualcuno, un richiamo all'antico significato del termine “akai” (rosso) che in passato voleva dire “chiaro”.
Gli uomini con gli occhiali
Le donne giapponesi hanno una vera e propria ossessione per i magane-danshi, i ragazzi con gli occhiali. Sono considerati estremamente sexy ed è un fenomeno in continuo aumento basta guardare i numerosi blog in merito su internet o il successo delle pubblicazioni editoriali che hanno come tema proprio gli uomini occhialuti.
Indicare se stessi con il dito
In occidente siamo soliti indicare noi stessi puntando il dito al petto. In Giappone, invece, il dito viene puntato sul naso, il centro del volto e quindi la parte più riconoscibile della persona.
Natale in Giappone
Il Natale non è una festa religiosa in Giappone, è una ricorrenza importata dall'estero molto simile al nostro San Valentino. Un giorno lavorativo che generalmente si conclude con lo scambio di doni con la persona amata e un bel pezzo di kurisumasu kaki, la tipica torta natalizia farcita di panna e fragole.
Scarpe e previsioni del tempo
Più che un metodo scientifico è un gioco che si usa fare in Giappone: si lancia una scarpa, se atterra a rovescio si avrà cattivo tempo in caso contrario sarà una giornata di sole.
Rotolare la matita durante gli esami
Indecisi su una risposta da dare durante un test d'esame? I giapponesi fanno così: su ogni lato della matita scrivono un numero (sono sei come le facce di un dado), poi la fanno rotolare sperando che la sorte sia benevola e conceda proprio il numero della risposta esatta. In alternativa è meglio studiare.