Mamme, è arrivato il tanto atteso bonus bebè. A partire da ieri, 4 maggio, è possibile richiedere all’Inps un sussidio per rimpinguare la casse di ogni famiglia nella quale sia arrivato un pargoletto. La disposizione, contenuta nella legge di bilancio per il 2017, è stata, finalmente, attuata e consentirà di ricevere la cifra di 800 euro a figlio.

Tutto quello che c’è da sapere sul bonus bebè

Del bonus, o premio alla nascita, si parlava già da diversi anni; la sua introduzione ha rappresentato una vittoria per i sostenitori della necessità di sussidi erogati ai nuclei familiari, in un momento storico in cui il calo demografico va in picchiata.

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In Italia, secondo i dati Istati pubblicati lo scorso marzo, si è registrata un’ulteriore riduzione delle nascite del 2,4%: con l’avvento di ogni nuovo anno, i dati degli indicatori demografici si assottigliano sempre più, mostrando una diminuzione progressiva delle procreazioni, soprattutto nelle regioni del Sud Italia.

Quali sono i requisiti generali?

I requisiti: avere la residenza in Italia; essere, comunque, cittadine italiane o comunitarie.

Per le cittadine non comunitarie, occorre distinguere quelle a cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiate politiche o concessa la protezione sussidiaria sono equiparate alle italiane; quelle, invece, non comunitarie potranno usufruire del bonus solo se in possesso del permesso di soggiorno per lunghi periodi o di una carta di soggiorno per familiari di cittadini dell’Unione Europea.

I requisiti ulteriori

La misura si applicherà alle mamme che, a far data dal 1° gennaio 2017, abbiano: raggiunto il settimo mese di gestazione; partorito; adottato un minore, all’estero o in Italia, con sentenza ormai definitiva; ottenuto, con un’ordinanza, un affidamento preadottivo nazionale o internazionale.

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Sarà, ovviamente, necessario produrre un idoneo certificato (in originale o in copia autentica, anche emesso da un medico convenzionato o del servizio sanitario nazionale), se la gravidanza è in corso; oppure sottoscrivere un’autocertificazione che attesti la data del parto già avvenuto. Non è necessario, invece, dato che la norma non lo precisa, possedere una soglia minima Isee. Un’ultima precisazione: anche nella triste ipotesi in cui la gravidanza si sia interrotta, pur essendo giunta al settimo mese a gennaio 2017, si avrà comunque diritto al bonus; in questo caso, la domanda dovrà corredarsi dei documenti che comprovino l’evento.

Come ottenere il bonus

Il termine perentorio per presentare la domanda è di un anno dalla nascita del figlio; si può, comunque, anticipare la richiesta già a partire dal settimo mese di gravidanza. Caso particolare è quello delle donne che abbiano integrato i requisiti richiesti dalla circolare Inps nel periodo che va dal primo dell’anno al 4 maggio 2017: per loro, il termine per la presentazione della domanda comincerà a decorrere proprio dal 4 maggio.

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Per richiedere la somma dovuta, esistono tre modalità: attraverso un patronato ed i suoi servizi telematici; contattando il contact center integrato (il numero verde è 803164, mentre, se si chiama dai cellulari, si dovrà comporre lo 06164164); online, attraverso il sito dell’Inps. Qualora si scelga quest’ultima via, si riceverà un codice pin che permetterà di accedere anche successivamente al portale sia per verificare lo stato di avanzamento della domanda.

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Ultima buona notizia: il bonus non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali.

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