Il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2012 si è ridotto dell'1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre del 2011. Lo rende noto l’Istat nel suo ultimo rapporto. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ciò si riflette in una contrazione dei consumi di circa il -5%, pari complessivamente ad una minore spesa di oltre -35,5 miliardi di Euro. Non è tutto: se si confronta la situazione attuale con il 2008, la riduzione supera addirittura il -13,2%.

“Il potere di acquisto delle famiglie è ormai ridotto ai minimi storici - commenta Federconsumatori in una nota - Una vera e propria catastrofe per i bilanci familiari e per l’intera economia del nostro Paese.  Un minor giro di affari che trascinerà ancora più giù l’intero sistema produttivo, alimentando disoccupazione e cassa integrazione e, di conseguenza, diminuendo ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie.

Per non parlare del risparmio, di cui ormai non è rimasta neanche più la propensione”.

I vertici dell’associazione, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, avanzano alcune proposte per invertire la tendenza: “bisogna agire in maniera determinata: avviando una detassazione, a partire dalle tredicesime, per le famiglie a reddito fisso ed i pensionati e rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, fondamentali anche dal punto di vista di una ripresa occupazionale. I fondi utili ad intraprendere tali operazioni vanno ricercati, oltre che attraverso una maggiore lotta all’evasione ed agli sprechi, esprimendo subito il sì dell’Italia alla Tobin tax e ricorrendo alla vendita di parte delle riserve auree per finanziare la ripresa”.