Non sembra ci siano tracce ancora della riforma Fornero sulle pensioni tanto che nei primi nove mesi dell’anno i nuovi assegni di liquidità crollano sotto la soglia del 35%, a conferma di come gli italiani vadano sempre più tardi in pensione. Tra i lavoratori privati l’età media dei pensionati sale di circa un anno e sembra proprio si debba attendere il 2013 per vedere qualche effetto della riforma Fornero.

Secondo Masrtropasqua, presidente dell’Inps i dati non sono preoccupanti poiché il sistema denota ancora una certa stabilità. Il mancato effetto Fornero secondo gli esperti è di fatto dovuto dal combinato effetto delle norme del così detto scalino voluto dal ministro del governo di centro-sinistra Damiano e dalla così detta finestra mobile, altra manovra invece voluta da Sacconi in passato.

Mastropasqua afferma che prossimamente l’Italia supererà addirittura la Germania sull’età media del pensionamento, anche se sembra difficile poter raggiungere gli standard francesi che si stagliano a una media di pensionamento del 59,3 anni.

Il calo più consistente è stato registrato per le pensioni di anzianità nel privato (-44,1%) passate da 127.855 dei primi 9 mesi del 2011 a 71.491 dei primi nove mesi del 2012. Le pensioni di vecchiaia, sempre per i lavoratori privati, sono calate del 28,7% passando da 97.014 a 69.125. Sono diminuiti specialmente i nuovi assegni per i lavoratori autonomi mentre per i dipendenti (sempre del settore privato) il calo è stato del 21,69% (da 132.801 nuove pensioni liquidate tra vecchiaia e anzianità nei primi nove mesi del 2011 a 103.996). Dal prossimo anno invece si esauriranno le uscite di coloro che possono andare in pensione con le vecchie regole e si inizierà pertanto ad uscire con le regole previste dalla riforma Fornero.