Fino a pochi mesi si diceva che il 2013 avrebbe rappresentato l'uscita dal tunnel della crisi, ma i dati Istat invece evidenziano alcuni dati macroeconomici  su cui soffermarsi. La crisi economica toccherà  il punto più alto proprio nel 2013 con una disoccupazione che dovrebbe sfondare il tetto dell'11 per cento a causa di un sistema economico che non riesce a riassorbire il numero di disoccupati già presenti. La crescita economica invece farà segnare un calo del Pil del 2.3% nell'anno in corso e  di un – 0.5% per il 2013.

Il contesto cosi delineato andrà ad impattare direttamente sulle abitudini di consumo delle famiglie italiane.

Si prevede una contrazione delle spese per consumi del 3.2% per il 2012 e dello 0.7% per il 2013.

Continua a destare preoccupazione il dato della disoccupazione che a settembre ha toccato quota 2,774 milioni come numero dei disoccupati, il peggior dato di sempre, record dal 1992.

Un quadro del genere è  in linea con quanto accade in Europa dove si sta entrando in nuovo trimestre all'insegna della recessione. La conferma viene dall'indice Pmi manifatturiero elaborato dall'istituto Markit, che in ottobre è sceso da 46.1 punti a 45.4. Si è  trattato per l'area dell'euro del quindicesimo mese consecutivo di contrazione.

Il calo settoriale adesso investe anche la Germania fino a pochi mesi immune e tocca da vicino il nostro paese conosciuto da sempre per l'eccellenza nel settore, ma anche per un quadro di piccole e medie aziende che spesso da sole non riescono a rimanere a galla in tempi di credito col contagocce.