Rai chiude il 2012 in negativo, perdite di circa 200 milioni di euro. Una perdita questa dovuta da una contrazione evidente nei ricavi pubblicitari e l’enorme costo affrontato dalla Rai per seguire i due maxi eventi sportivi di quest’anno: Londra 2012, Europei di Polonia e Ucraina. Tra gennaio e settembre Rai ha registrato una perdita di 184,4 milioni di euro che a fine anno potrebbe appunto leggermente aumentare.
Non sono bastati i cambi al vertice del Cda, e tutto il mare di polemiche createsi l’anno scorso per la scelta aziendale di "bocciare" alcuni programmi televisivi tutto sommato redditizi; non sono bastate certe critiche che in fin dei conti andavano a puntare il dito su un’azienda profondamente invecchiata nel suo modo di esporre i prodotti.
Quest’anno i maxi costi di due eventi ‘imperdibili’ hanno poi fatto il resto, e la chiusura in negativo è parsa dopo tutto inevitabile.
Il fatturato pubblicitario è comunque il settore che ha subito la più preoccupante contrazione, 114 milioni di euro, una perdita non indifferente. Anche il costo del lavoro pare abbia pesato, 7 milioni in più dello scorso anno, ed infine come già accennato, ben 143 milioni di euro spesi per seguire al millimetro le Olimpiadi di Londra e gli Europei di calcio di Polonia e Ucraina.
Rai ha comunque mantenuto abbastanza alto lo share, che si è aggirato nei primi nove mesi dell’anno attorno a cifre vicine al 41%. Secondo il direttore generale Rai Luigi Gubitosi, la perdita di quest’anno è stata necessaria, a causa di un momento di transizione che passa appunto per una rinnovazione delle strutture comunque dispendiosa e che comunque non ha visto Rai perdere il suo ruolo tipico di centralità in Italia nel consumo del prodotto radiotelevisivo.