Battuta d’arresto per il decreto del Governo Monti sul taglio delle province. La decisione è stata presa all’unanimità dai partecipanti ai lavori della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Non sarà più convertito in legge dunque il decreto che prevedeva il riordino e l’accorpamento di varie province, si attende comunque l’esito dell’incontro dei capigruppo del Senato che appunto decideranno le sorti del provvedimento taglia province come era stato nominato.
Purtroppo sono davvero poche le possibilità che il provvedimento possa essere ridiscusso; sono, infatti, ben 140 gli emendamenti presentati dai parlamentari, troppi perché si possa avere il tempo materiale di far in modo di convertire in legge il decreto, che era stato emanato dal Governo il 31 ottobre scorso.
Purtroppo si è persa un’altra buona occasione per tagliare le spese e mettere ordine ad una burocrazia troppo lenta e dispersiva.
Filippo Partroni Griffi Ministro della Pubblica Amministrazione ha cosi commentato: “il Governo ha fatto ciò che doveva fare, ma la situazione non si poteva sbrogliare”; come del resto hanno confermato questa sera i capogruppo in commissione: “si sono imposti alcuni giochi in Parlamento”
Carlo Vizzini presidente della Commissione Affari Costituzionali ha dichiarato che il Governo ha fatto uno sforzo per riuscire a trovare le condizione favorevoli affinché il provvedimento venisse approvato ma purtroppo il risultato non è stato quello sperato.