Avete mai sentito parlare di Skolkovo? Skolkovo ancora non esiste, o meglio, esisterà realmente fra breve. Skolkovo è una località come tante nella vasta pianura sovietica, a tredici chilometri da Mosca, fiancheggia l’autostrada che collega la capitale della Russia con Minsk. Skolkovo è la risposta che i magnate russi intendono dare alla Sylicon Valley made in Usa.
Il dato più curioso di questo maxi-progetto che vede coinvolte archistar da tutto il mondo, è l’adesione di alcuni massimi esponenti dell’industria americana a questo nuovo polo dell’industria tecnologica fortemente voluto da Medvedev.
Ebbene Skolkovo vuole essere un po’ la risposta allo strapotere nell’high-tech di Google, Facebook, Apple eccetera. La cosa più interessante è che però alcune aziende americane hanno aderito in maniera più che entusiasta alla creazione di questa cittadina ultra tecnologica che potrà contare di circa 27 mila abitanti tra studenti, scienziati e manager.
Skolkovo è tutta un perché. A Skolkovo non vi potranno girare macchine, o meglio solo macchine elettriche. Cisco System, americani per l’appunto, hanno curato un sistema che pare sia il massimo dell’efficienza auspicabile per rendere la città totalmente ‘elettronica’, insomma una ICity dove ci saranno magnificenze tecno-digitali dappertutto. Una business school è già stata costruita al proprio interno e i fautori del progetto sono a caccia di start-up in giro per il mondo che avranno il privilegio di poter elaborare i propri progetti appunto a Skolkovo.
Sembrano lontani i tempi della guerra fredda, quando all’epoca di Kruscev venne sì costruita una super città della scienza totalmente anti-americana, e ne susseguirono altre letteralmente immerse in un segreto, professionale forse, ma sicuramente arcano volto a gareggiare senza pietà con la tecnologia d’occidente. C’è da dire per lo meno che le città segrete che si riconoscevano solo con il codice postale in un Unione Sovietica deformata da imponenti allucinazioni sembrano davvero essere comunque un lontano passato.