I capi di reato sono gravissimi. Dall’aver assunto un ruolo primario nelle transazioni del narcotraffico messicano, all’agevolazione nei finanziamenti alle banche saudite amiche di notissime organizzazioni terroristiche, fino a bypassare le norme americane autorizzando migliaia di operazioni in favore dell’Iran.

Il caso più eclatante rimane comunque quello legato al narcotraffico. Sembra infatti che il colosso bancario fosse fin troppo indulgente e permissivo nei confronti della reputazione criminale del Messico. Questo atteggiamento bonario e per permissivo ha consentito l’ingresso negli States di almeno 7 miliardi di dollari provenienti dal narcotraffico.

La transazione raggiunta è stata accolta senza troppo malcontento dal ceo Stuart Green. Nonostante si è conclusa con una penale più onerosa del previsto – erano previsti 1,5 miliardi di dollari – la multa non distruggerà i conti del gruppo.