I saldi hanno aiutato le vendite, manon hanno colmato il gap di mancati introiti registrati negli ultimi mesi neivari settori del commercio.
L'elevata pressione fiscale e il calodei consumi stanno cambiando il panorama della distruzione e del rapportocliente/azienda. Superate le tendenze degli outlet e dei mercatini di merceusata, sta avendo sempre più successouna nuova formula di vendita al dettaglio, quella dei temporary store.
La crisi sta spingendo molte grandi epiccole imprese a ridurre i costi fissi e dotarsi di canali di vendita più snelli.
I temporary store sono negozi aldettaglio che aprono per una solasettimana o per un solo mese,monomarca o no. Vengono aperti in zone strategiche per viabilità e centralità e attirano l'attenzione dei consumatoriattratti dalla novità.
I temporary store sono nati anni fa inGran Bretagna e hanno registrato un notevole successo negli Usa dove toccano ilboom in periodi particolari dell'anno come Halloween, Natale e carnevale.
In Italiasono frequenti nelle vie storiche dello shopping e riguardano soprattuttol'abbigliamento anche se ci sono esperimenti di successo anche in altri settori.
L'apertura di uno store di tale naturarisponde a precise logiche di marketing:è anticipato da pubblicità, spesso ci si avvale di un opinion leader o di superospiti nella giornata di apertura, sono spesso super tecnologici, sono dotatidi countdown che segnala al cliente il tempo rimanente alla chiusura definitivadello spazio.
Questa nuova tecnica di marketingalimenta cosi l'acquisto compulsivo, fatto alla cieca e che risponde allasoddisfazione dell'ansia da evento che l'attesa ha generato.
La logica delle aperture a tempo nonspaventa i clienti perché l'eventuale servizio post vendita è comunque garantitodall'azienda i cui marchi sono invendita nello spazio apposito, e diventano un'opportunità per chi vuolelanciarsi in un progetto imprenditoriale senza impegnarsi troppo in termini dirisorse finanziarie.
Una goccia di ottimismo, seppure atempo, nel panorama desolante delcommercio che presenta ancora un saldo negativo tra aperture e chiusure.