Per rilanciare il "Paese produttivo" Confindustriapropone all'attenzione delle forze politiche una serie di misure da considerareper uscire dall'attuale improduttività. Inizia segnalando uno scenario storiconel quale è evidenziato che dal 2007 la produzione industriale ha perso il 25%,il tasso di disoccupazione è raddoppiato, il reddito per abitante è tornato ailivelli del 1997. Riconquistare lacrescita, creare lavoro, riconoscere e riaffermare la centralità delle imprese,infondere fiducia negli italiani, restituire ai giovani un futuro di progressoè l'obiettivo che Confindustria propone con il suo progetto di ampio respiro,insieme ambizioso e realizzabile.
Le priorità riguardano il pagamento immediato di48 miliardi di debiti commerciali accumulati da Stato ed Enti locali, tagliaredell'8% il costo del lavoro nel manifatturiero e cancellare l'Irap che gravasull'occupazione.
Nel documento di Confindustria è proposto di lavorare 40 orein più l'anno, pagate il doppio perché detassate e de-contribuite, ridurrel'IRPEF sui redditi più bassi e aumentare i trasferimenti agli incapienti;incrementare del 50% gli investimenti in infrastrutture; sostenere la ricerca enuove tecnologie; abbassare il costo dell'energia del 30%.
Confindustriascrive di rendere efficiente la burocrazia tagliando e razionalizzandola spesa pubblica; dismettendo e privatizzando una parte del patrimoniopubblico; armonizzando gli oneri sociali; riordinando gli incentivi alleimprese; aumentando del 10% l'anno gli incassi dalla lotta all'evasionefiscale; armonizzando le aliquote ridotte IVA in vista di rimodulazioni inottica UE e per trovare risorse per ridurre l'IRPEF sui redditi più bassi.
Vi è la necessità stringente,secondo Confindustria di riformareil Titolo V della Costituzione riportando allo Stato le competenze su materie d'interessenazionale e riducendo i livelli di governo, per rendere finalmente gestibile ilPaese. C'è il bisogno di riorganizzarela Pubblica Amministrazione, tutelare i cittadini e le imprese dagli abusicompiuti da qualunque organo pubblico, semplificareper rimuovere tutti gli ostacoli al fare impresa, rendere flessibile il mercatodel lavoro, ridurre il peso del fisco sulleimprese e migliorare i rapporti tra i contribuenti e l'Erario.
Gli effetti economici previsti sonoun tasso di crescita che s'innalzerà al 3%; il PIL aumenterà in cinque anni di156 miliardi di euro (al netto dell'inflazione), +2.617 euro per abitante;l'occupazione si espanderà di 1,8 milioni di unità, il tasso di occupazionesalirà al 60,6% nel 2018 e il tasso di disoccupazione scenderà all'8,4%.
E'previsto, inoltre, che il peso dell'industria tornerà al 20% del valoreaggiunto dell'intera economia, il reddito medio delle famiglie che vivono dilavoro dipendente nel 2018 sarà di 3.980 euro reali; l'inflazione rimarràattorno all'1,5%; la produttività aumenterà di quasi l'1% medio l'anno; ildebito cadrà al 103,7% del PIL.