Mettetevi nei panni di un ricco investitore che vede il Sudamerica alle prese con unarivoluzione politica di stampo socialista… beh, sareste davvero preoccupati,vero?

Bene, allora dovete sapere che avete sbagliato emozione. Goldman Sachs ha infatti puntato sulpotere del già noto Hugo Chavez eha, senz'ombra di dubbio, fatto un ottimo affare.

Tirando le somme, possiamo infatti notare alcuni fatti chehanno senza dubbio contribuito al profitto della banca d'affari.

Dall'insediamento di Chavez, nel '99, sono stati avviatiprocessi di nazionalizzazione dialmeno un migliaio di aziende. Fatto, questo, che ha generato un lievitare deirendimenti delle obbligazioni venezuelane del 681%, ovvero, secondo i rumor, dipiù del 14% su base annuale. Non male vero?

Insomma, pare proprio che, per gli investitori, l'idea diprendere in considerazione il Venezuela vada seriamente considerata, visto che,secondo Sara Zervos di Bloomberg "èmolto interessante, soprattutto per i ritorni di portafoglio".

Attenzione però, avverte il trader Russel Dallen, perché, seil presidente Chavez non dovesse ristabilirsi pienamente dopo la recente operazione,e la sua personalità dovesse "affievolirsi", la situazione economico-politicapotrebbe cambiare, e l'investimento potrebbe davvero perdere in redditività;sarebbe allora "più difficile replicare le performance degli ultimi anni".

Tutto questo sembrerebbe confermare la legge non scritta deigrandi speculatori, secondo la quale i governi totalitari e le rivoluzionipiacciono molto a chi va a caccia di succulenti affari, anche quando larivoluzione in atto non ha nulla a che vedere con le convinzioni di chiinveste.

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