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A comunicarlo è il ministero dell’economia e delle finanze, secondo cui le entrate tributarie nei primi 11 mesi dell’anno appena trascorso hanno fatto registrare un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2011, attestandosi a quota 378,189 miliardi di euro.

Al conseguente aumento, dovuto alle misure correttive del cosiddetto (decreto Salva – Italia), varato nel 2011, corrisponde un aumento sostanziale delle imposte dirette (+ 4,8%) e quelle indirette del (+ 2,6%), ma a garantire l’entrata maggiore ci ha pensato l’imposta municipale, portando una boccata d’ossigeno alle casse erariali.

Imu: dalla prima rata pagata a giugno 2012, lo stato ha incasso quasi 10 miliardi, trattenendone per se (4,022 mld), e destinando la rimanente parte di (5,915 mld) ai comuni, senza ancora includere il saldo del mese di dicembre, che a conti fatti sarà destinato a introitare ulteriori 16 miliardi.

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Accise: Capito amaro anche per gli italiani, nei primi 11 mesi l’aumento è stato del 18,3% con un gettito pari a 3,2 milioni di euro.

Bolli: la crescita delle imposte pagate sui conti correnti, fa segnare un aumento record, le entrate superano i tre milioni di euro, con un incremento del 106,7%.

Rendite finanziarie: anche qui l’impennata fa segnare cifre da capogiro, l'imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, sfiora il 55%, che per le casse pubbliche significa 3 miliardi in più.

Evasione fiscale: dalla lotta al sommerso le attività di accertamento hanno registrato un ulteriore aumento, il risultato di 11 mesi di controlli ha garantito allo stato un’entrata tributaria di 650 milioni circa il (9%).

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Il calo più indicativo è stato determinato dall’iva con un (– 2%), cioè 2 miliardi di euro in meno per le casse erariali, effetto conseguente della congiuntura, che riflette l’attuale crisi sull’economia reale, soprattutto in termini di domanda e lavoro, insomma famiglie sempre più povere e stato sempre più ricco.