Molte persone, molti giornali e molti addetti ai lavori cihanno parlato di crisi, ma nessuno(o comunque un numero molto ridotto di persone) ci ha mai spiegato le origini delle difficoltà del nostroPaese, i motivi per i quali ci ritroviamo in questa situazione e comecomportarci per poterne uscire. A partire dal 2008, l'anno in cui la crisi hainiziato a prendere piede, si sono verificati molti cambiamenti. Come noi tuttisappiamo, l'Italia non è un Paese perfetto. Nella nostra nazione c'è qualcosache non va e questo è sotto gli occhi di tutti.
Fra tutti i difetti presenti all'interno del nostro Stato ilmotivo scatenante la crisi è stato uno in particolare: la debolezza strutturaledelle esportazioni.
Al di là di campi molto radicati all'estero come ad esempioil vino, gli italiani faticano a vendere all'estero perché non riescono adesportare i loro prodotti. Molti studi portati avanti da alcuni economistihanno evidenziato una lacuna molto evidente nell'apprendimento della lingua inglese. In molti altri stati lalingua del Regno Unito viene parlata molto bene e da molte persone mentre fragli italiani non c'è ancora dimestichezza a sufficienza: questo fattore avrebbecomportato l'origine della crisi. La nostra economia si trascina ancora diverseferite per colpa di questa mancanza tipicamente italiana, una lacuna sottolineataanche da molte persone che lavorano nell'import-export di imprese che hanno ache fare con l'Italia.
Cinque anni fa questa mancanza è diventata insostenibilee l'Italia ha iniziato a crollare.
Ovviamente questo fattore non è l'unico in materia di crisi.Un altro fattore molto importante riguarda il debito pubblico e, soprattutto,la spesa pubblica. Gli sprechi sonoevidenti sia a livello strutturale sia a livello umano e le casse dello Statorisentono di questo denaro sperperato. A partire dagli anni '80 si sonointravisti i primi sprechi che nel nuovo millennio si sono consolidati per poidiventare troppo grandi per essere gestiti.
Un terzo elemento su cui riflettere è quello relativo alle infrastrutture in cattivo stato, unavera e propria limitazione per il commercio. A fare da contorno al tutto c'è un'economia sommersa che, al momento,si aggira intorno al 20%.
Una percentuale rilevante di persone non pagaparzialmente o addirittura totalmente le tasse danneggiando i cittadiniitaliani e quindi anche lo Stato. I recenti provvedimenti adottati dal governoMonti hanno gravato ulteriormente sulle tasche degli italiani per far fronte aquesta situazione, ma il risultato è stato contrario: l'economia è in leggeromiglioramento, ma l'evasione è aumentata e i nuovi tributi immessi rischiano dirisultare inutili.
Come risollevarsi daquesta situazione di crisi? Il primo passo sarebbe un taglio netto alla spesa pubblica, andando a toccare tutti i temicaldi di questo momento come i costi della politica italiana. In secondo luogoi cittadini italiani devono mettersi nell'ottica di versare tutte le tasse: setutti pagano, i tributi diminuiscono inevitabilmente.
E per i meno fiduciosi,ecco un ricorso storico. E' dimostrato che l'andamento storico-economico è ciclico: quello che va giù prima o poideve tornare su e viceversa. Al momento abbiamo raggiunto livelli economici maivisti, ma prima o poi l'economia si risolleverà, anche se al momento non siintravedono all'orizzonte delle soluzioni concrete. La prospettiva non èconfortante, ma noi italiani abbiamo il dovere di non lasciarci andare.