Elena Maccanti, l’assessore regionale ai Rapporti con l’Università, ha definito le novità contenute nei bandi per l’erogazione dei sussidi e il principale cambiamento è l’introduzione, come ulteriore criterio,  delle media dei voti non inferiore ai 25/30. La commissione regionale competente è stata favorevole alla proposta e ha espresso la maggioranza.

Le agevolazioni minori, come ad esempio i pasti gratuiti, l’esenzione della rette universitarie e i servizi Edisu, resteranno per tutti gli studenti considerati idonei e con un numero minimo di esami sostenuti richiesto.

L’assessore Maccanti ha spiegato che i criteri del nuovo bando sono stati discussi a lungo con atenei e universitari e che l’obiettivo primario è quello di valorizzare il merito, cercando di diminuire la dispersione degli studenti.

Gli atenei torinesi hanno bocciato le nuove modalità, definendole inadeguate e non rispettanti i criteri della meritocrazia: Il Politecnico, l’Università degli Studi e i rappresentanti degli studenti nel Comitato Regionale di Coordinamento presenteranno in un comunicato congiunto la proposta presentata all’assessore.

I membri del Consiglio Regionale del Piemonte, tra cui Pentenero (Pd), Artesio (FdS) e Cerutti (Sel), hanno affermato che questo provvedimento non dovrebbe premiare i meritevoli ma ridurre semplicemente il numero di borse di studio date agli studenti.

Il Pdl, invece, si è mostrato favorevole alle novità.  Gli studenti hanno dichiarato che con questo provvedimento non si arriverà a un risparmio concreto per le casse della Regione; dal 2011 il Piemonte, con un taglio di 9 milioni di euro, ha già eliminato 8000 dei 14000 studenti idonei a ricevere la borsa di studio.

Si sostiene anche che in questo modo verrà spacciato per meritocratico un provvedimento altamente discriminatorio: basti pensare che uno studente su quattro di ingegneria può studiare grazie alla borsa di studio e la media dei voti è inferiore ai 25/30.

Lo scopo primario della borsa di studio è dare la possibilità di frequentare l’Università a tutti coloro che lo vogliano, anche se non hanno alle spalle una famiglia benestante in grado di mantenerli: che meritocrazia è se le condizioni di partenza sono disuguali?

Detto ciò, gli Studenti Indipendenti hanno chiesto le dimissioni di Elena Maccanti, che la commissione valida ritorni sulle posizioni pertinenti e che il Consiglio di Amministrazione dell’ Edisu consideri non valida la proposta dell’assessore.