Il ceto medio costituisce all'incirca il 55% della popolazione einclude autonomi o dipendenti del pubblico o del privato. Può indicare generalmentequegli strati sociali che "stanno nel mezzo" nelladistribuzione della ricchezza, del potere e del prestigio in una società. Uninsieme di popolazione che rispetto al passato ha raggiunto, o con proprierisorse oppure con il contributo del welfare, determinate condizioni disicurezza. In sostanza il ceto medio rappresenta anche la parte statisticamentepiù significativa della popolazione. Una parte considerevole di questapopolazione al momento si considera a rischio, a causa delle difficoltàeconomiche emergenti.

Il Censis nel suo rapporto annuale, mette infatti in luce "lo smottamento del cetomedio", il reddito pro-capite delle famiglie è tornato ai livelli del 1993 enegli ultimi dieci anni la ricchezza finanziaria si è all'incirca dimezzata. Quando si parla di cetomedio non si deve fare riferimento solo al reddito e ai consumi, ma bisognaconsiderare la questione di status, il ceto medio ha raggiunto abitudini a cuinon vuole rinunciare, anche le dimensioni culturali sono molto importanti.

Oltre alla definizionesociologica, l'Eurispes specifica alcuni parametri economici e demografici diriferimento, che permettono di identificare la classe intermedia dellapopolazione considerando in primis il reddito mediano annuo (calcolato dallaBanca d'Italia).

Gliappartenenti al ceto medio, a seconda dell'ampiezza del nucleo familiare, sicollocano nelle seguenti classi di reddito:

  • dai 21.800 ai 23.000 euro, le famiglie composte da due persone; 
  • dai 29 mila ai 30.600 euro, le famiglie di tre componenti; 
  • dai 35.500 ai 37.500 euro, i nuclei familiari di 4 componenti;
  • dai 41.400 ai 43.700, le famiglie più numerose.

Altre elaborazionieffettuate da Manageritalia, a partire dai dati del Ministero dell'Economia,sulle dichiarazioni dei redditi del 2010, confermano che la maggior parte deicontribuenti, il 65%, è all'interno della prima fascia. Sono pochissimi, 1,5%del totale, i contribuenti con redditi tra i 60 e gli 80 mila euro, e ancor meno quelli tra gli 80 e i 100 mila euro lordiannui lo 0,7%.

 

Tali chiarimenti sono doverosi, anche alla luce di recenti dibattitipolitici in cui il ceto medio viene identificato in quella parte di popolazioneche guadagna mediamente 100.000 euro. Il fenomeno della evasione fiscalepotrebbe incidere su tali numeri, ma in misura minima, in quanto su 38,5milioni di contribuenti che dichiarano fino a 40.000 mila euro, 20 milioni sonolavoratori dipendenti che non possono eludere la dichiarazione dei redditi.