La notizia stenta a decollare in Italia, forse oscurata dalle imminenti elezioni politiche o dalla notizia shock delle dimissioni del Papa, ma la realtà è che la Grecia sembra essere andata definitivamente k.o., crollata sotto il gravoso peso dei debiti che ha contratto con la Bce.

Così è iniziato l'assalto ai supermercati, ma non da bande armate a volto coperto, ma semplicemente da gente indiavolata e soprattutto affamata che, senza dover brandire neanche una pistola, approfitta dell'atteggiamento degli stessi commessi che candidamente fanno finta di niente e lascia prendere loro tutto quello che vogliono.

C'è poi la rivolta di 150 agricoltori, nella fattispecie di produttori di agrumi, che sotto una precisa richiesta dell'Unione Europea avrebbero dovuto distruggere tonnellate di arance e limoni per poter calmierare i prezzi; ma invece di obbedire hanno caricato gli agrumi sui camion, sono andati nelle piazze delle città a regalare alla popolazione la loro frutta e nel farlo raccontavano con megafoni l'intera situazione.

Ma è anche la rivolta di 200 ex-proprietari di caseifici, che si sono visti passare da padroni delle loro proprie aziende a dipendenti della multinazionale tedesca Muller (che approfittando dei forti debiti delle aziende è riuscita a rilevarle per pochi spiccioli) e che per rivolta hanno distribuito gratuitamente davanti ad ospedali e scuole la produzione di un'intera settimana di yogurt, circa 40.000 vasetti dell'eccellenza del made in Greece, considerato da molti il più buono al mondo di sempre.