Negli Stati Uniti l’inventore del sito “husbandrent”, “prendi un maritoin affitto” ha fatto subito la sua fortuna e la stessa idea non poteva prima o dopo trovare imitazioni anche da noi e la replica "made in Italy non si è fatta attendere più di tanto.
Dalle piccole riparazioni in casa a quelle magari menofacili dove è richiesta una certa professionalità chiunque se ha tempo liberoda dedicare può essere in grado di risolvere le tante problematiche chequotidianamente nascono in ogni casa.
In Italia c’è stato un imprenditore monzese che ha intesoemulare l’esperienza statunitense.
Ecco quindi la nascita di un sito chepropone ai suoi visitatori una serie di iscritti che sono in grado di risolverebuona parte di problemi, piccoli o grandi, di ordine casalingo.
Non hai qualcuno che ti faccia la spesa? C’è un rubinettoche perde? La caldaia stenta a ripartire? Vuoi riparare un computer, untelefono, una lampada? Insomma gli aficionados del “fai da te” non si sonofatti attendere. Tante schede di “mariti in affitto” sono state compilate edautorizzate alla diffusione con tanto di orari per la disponibilità, fotopersonali e elenco delle specialità in cui ritengono di essere capaci diimpegnarsi.
Tra le particolarità richieste dalla titolare del sito perl’inserimento anche la dichiarazione di essere sposati e del numero dei figlidi cui questi mariti “disponibili all’affitto” sono padri.
Meglio non corrererischi anche nel caso del compenso: chi compare sulle schede del sito deveobbligatoriamente dichiarare il compenso e la tariffa non deve comunque maisuperare il limite dei 30 euro orari. Dopo un “medico in famiglia” avremo ora anche la serie tvdel “marito in affitto”?