E' ripreso presso l'aula della quarta sezione penale il processo a Silvio Berlusconi per il cosidetto caso Ruby e subito il primo passo della difesa è stato quello della richiesta del legittimo impedimento a causa dei problemi di salute dell'esponente del Pdl. Infatti Berlusconi continua ad essere ricoverato presso l'ospedale San Raffaele di Milano per un'uveite agli occhi a cui si è aggiunta l'ipertensione per la quale viene costantemente monitorato dai medici.
Gli avvocati difensori hanno presentato in tribunale tre certificati medici, uno dei quali emesso da un cardiologo, per dimostrare le cattive condizioni di salute dell'ex premier che risulterebbero propedeutiche ad un rinvio del processo.
Tale documentazione non è stata resa pubblica in aula a causa della legge sulla privacy ed è stata consegnata solamente alla Procura e ai giudici che ne hanno ovviamente preso visione. Tuttavia il Pubblico Ministero Sangermano, dopo l'analisi delle carte presentate dalla difesa, ha replicato chiedendo una nuova visita fiscale per verificare le condizioni di salute di Berlusconi o comunque che i certificati vengano sottoposti alla valutazione di un esperto.
Tale decisione si ricollega a quella presa dai giudici del processo per i diritti tv che non avevano accettato la richiesta di legittimo impedimento dovuta all'uveite e avevano disposto già alla fine della scorsa settimana una visita di controllo per verificare le effettive condizioni di salute di Berlusconi.
I medici inviati dai giudici, pur constatando il problema effettivamente presente agli occhi, non lo hanno ritenuto tale da poter giustificare la mancata presenza in aula dell'imputato.
Le risultanze di tale visita, che di fatto ha bocciato la richiesta di legittimo impedimento al processo sui diritti tv, hanno dato ulteriore credito alla tesi della Procura della Repubblica che ritiene il problema oculistico un pretesto pensato dal Cavaliere per dilatare i tempi del processo. Resta ora da attendere l'esito del nuovo controllo disposto dai giudici del processo sul caso Ruby per verificare se sarà coerente con quello precedente oppure se risulterà di tenore opposto confermando in questo modo la possibilità di un rinvio della procedura giudiziaria in corso.