Oltre 46 milioni di euro fra beniimmobili, mobili e merci sono stati posti sotto sequestro al gruppo Bulgari,titolare dell'omonimo famosissimo e prestigiosissimo marchio.
L'accusa piuttosto pesante è quella diaver sottratto al fisco italiano circa 3 miliardi di euro. I finanzieri delcomando provinciale di Roma hanno postosotto sequestro anche lo storico palazzo di via Condotti a Roma sede storicadella famiglia di gioiellieri di origine greca.
Paolo e Nicola Bulgari (già azionisti e socistorici dell'azienda), Francesco Trapani e Maurizio Valentini, rispettivamenteex ed attuale rappresentante legale della capogruppo italiana hanno ricevutotutti un avviso di garanzia poichésecondo l'accusa avrebbero tramite l'utilizzodi società con sede in Olanda e Irlanda trovato escamotage per non ricadere nell'imposizionefiscale italiana.
Oltre a rapporti bancari, assicurazioni sullavita e partecipazioni societarie, sono stati posti sotto sequestro giudiziario numerosi immobili appartenenti agli indagati.
Secondo quanto appreso le indagini avrebberoaccertato la riallocazione dei margini mondiali di guadagno (differenziale traricavi e costi delle vendite) del gruppo Bulgari, tramite società controllateestere all'uopo costituite, prima in Svizzera, poi in Olanda ed quindi inIrlanda. La bassa pressione fiscale, 12,5%, irlandese - era stata la molla che aveva indotto i manageraziendali a fondare la Bulgari Ireland ltd (Beire), controllata al100% dall'italiana Bulgari spa.
Sempresecondo gli inquirenti questa societàavrebbe avuto il compito fittizio di immagazzinare e spedire i prodotti griffati (tra cui gioielli, pelletteria e profumi) sia verso le società commerciali del gruppoche presso i distributori terzi di tutto il mondo.
Grazie a questo "trucchetto" lesocietà del gruppo Bulgari avrebbero omesso ai fini della tassazione Ires (imposta sui redditi derivanti dalle società) inItalia ricavi per i tre miliardi di euro nel quinquennio 2006-2011. Oltre ad una base imponibile Irap pari ad unmiliardo e novecento milioni di euro, ci sarebbero anche i dividendi non tassati che nello stesso periodo ammonterebbero a circa293 milioni di euro.