Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo l'ultima giornata di consultazioni, sceglie di conferire a Pierluigi Bersani, leader del Pd, l'incarico per un mandato esplorativo riguardo alla formazione del nuovo governo.
Dichiara Napolitano "Ho conferito a Bersani l'incarico di verificare la possibilità di avere la fiducia in Parlamento". E' quello che, in gergo, viene definito "pre-incarico". Di fatto, nei prossimi giorni, il leader del Pd dovrà avviare un giro di contatti e poi tornare al Quirinale per riferirne l'esito. Un mandato, dunque, atto a verificare che il Governo possa contare sulla fiducia di entrambe le Camere.
Da domani, dunque, Bersani sarà formalmente impegnato nella ricerca di una maggioranza che sostenga gli "otto punti di cambiamento" presentati dal Pd negli scorsi giorni. Quello che promette Bersani è un governo capace di avviare "un percorso di riforma che sia in grado di realizzare quello che non è stato fatto qui e cioè aspetti rilevanti di riforme costituzionali e politico-elettorale"
Bersani ritiene di poter avere una maggioranza anche in Senato, contando sui voti del Pd, di Scelta Civica, di un gruppo di senatori autonomisti e, forse, persino della Lega. Sibilline, in proposito, le parole di Roberto Maroni, che dichiara "Sento parlare di governo di larghe intese, di scopo, di grandi coalizioni.
Noi siamo disponibili a discutere, ma siamo contrari ai governi di grandi intese che sono governi di minoranza per fare le riforme".
Intanto il Movimento 5 Stelle ribadisce il suo no a una "fiducia in bianco a gente come Bersani". Il capogruppo del M5S, Vito Crimi, riguardo alla richiesta di rinunciare ai rimborsi elettorali fatta a Bersani, afferma "Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato. Faccia questo gesto e poi ne riparliamo".