Il prelievo forzoso èuna tassa patrimoniale che viene fissata per evitare il tracollo dello Stato: materialmenteviene prelevata dai conti correnti dei cittadini, senza previo consenso, unacerta somma di denaro.

Anche in Italia, nel nostro recente passato, c'èstato un episodio di prelievo forzoso, proprio come è successo a Cipro pochigiorni fa. Era il 1992 quando, nel mese di luglio, il Governo Amato approvò undecreto legge che acconsentiva al prelievo forzoso del 6 per mille, da versareentro il settembre di quello stesso anno.

Il tracollo finanziario dell'Italiaera vicino e per la lira era in corso una forte svalutazione.

Giuliano Amato avevagiustificato questa manovra in extremis con "un interesse di straordinariorilievo" e con il fatto che stavamo vivendo "una situazione di drammaticaemergenza della finanza pubblica". Ancora oggi non si dice pentito della tassache aveva imposto: "continuo a pensare che quella fu un imposta giusta: dal '92ad oggi di tasse ne avete viste tante, il 6 per mille sui depositi di unpiccolo risparmiatore è davvero poco.

Solo 60.000 lire su un conto corrente di10 milioni. Certo, chi aveva di più in banca ha pagato di più…".

Contro questa decisionedi utilizzare la liquidità dei privati per evitare una crisi finanziaria, icittadini non possono fare nulla, se non ritirare il denaro depositato in bancaprima che scatti il prelievo dello Stato. Ma questa mossa viene evitata dalgoverno prelevando quasi contemporaneamente all'annuncio pubblico, oppure riducendoil numero massimo di prelievi, bloccando le transazioni online e chiudendotemporaneamente le banche.

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