Siamo invasi da un vero e proprio ciclone economico - mediaticoche da qui a breve se nessuno interverrà chirurgicamente, può tramutarsi inun'ennesima bolla finanziaria.

L'incertezza elettorale e l'instabilità dei conti pubblici rischiano di stravolgereradicalmente l'intero sistema paese, già geneticamente modificato dallecongiure speculative dei mercatiinternazionali.

In fondo il pensiero di Giorgio Napolitano, sulla crisi che non aspetta, rispecchiasinteticamente la reale situazione, rilevando che "i problemi economici, si ripercuotono nella vitaquotidiana della gente, e per le famiglie più disagiate drammaticamente".

Un ammonimento quello del Presidente, che manifesta senzatroppi giri di parole, lo stallo della classe politica.

Una classe politica,che nonostante la difficile situazione economica, e governativa, mostra con eloquenza subliminale, la vecchialogica adulterata degli interessi personali prima di tutto e di tutti.

Tradotto in parole povere, il vecchio consociativismo, divenuto modelloorgiastico degli anni 80 e inizio 90, torna di moda: Bersani fa la cortea Grillo pur di governare, Berlusconi che vuole allearsi col PD per realizzarele sue profezie elettorali, e il M5S, che tirate le somme non sa come mandareavanti la catastrofica, baracca Italia, vista l'inesperienza dei suoi deputati.

Rimane il senatore Monti,che piace all'Europa, ma non agliItaliani, o Visco (Bankitalia) discepolo dello stesso professore, guidatoistituzionalmente dalla BCE di Draghi,e dalle ultime notizie, pare che la teoria del governo tecnico capitanata dalnumero 1 della banca d'Italia, sia l'unica possibilità percorribile percalmierare l'esecuzione speculativa di borse e mercati.

E intanto in piena recessione, l'ennesimo declassamentonon si fa attendere, dopo S&P e MOODY'S, arriva quello di FITCH, con un rating sul debito sovranoabbassato a BBB+, motivato dall'esito negativo delle elezioni, e dai datieconomici del 4° trimestre, "confermandocome quella italiana sia una delle recessioni più profonde in Europa", visto ilrapporto debito/Pil, nel 2013 si potrebbe toccare quota 130%, rispetto allaprecedente stima del 125%.

Il risultato deldeclassamento è imputabile principalmente all'incertezza elettorale, ma inrealtà non è solo questo, a far scivolare il paese nella serie cadetto, secondole valutazioni dell'agenzia di rating, la debolezza strutturale,tamponata delle politiche d'austerity,non ha dato gli esiti previsti.

In sostanza la recessioneItaliana si protrarrà ancora per qualche anno, mettendo in serio pericolo " sialo sforzo di risanamento, sia l'intero assetto finanziario", è secondo FITCH, l'unicorimedio per creare un'economia di sostegno strutturale per attirare gliinvestitori, è quello di chiedere un aiuto, tramite il fondo ESM che ridurrebbe la crisi di liquidità.

Anche se non ancora chiaro, sotto quale condizione, il punto di domanda è: quale sarà l'eventualeprezzo da pagare?

Poiché per accedere al "fondo salva stati" è prerogativaimprescindibile la perdita di sovranità popolare nel caso in cui non si riescaa rispettare il piano di rientro, ma soprattutto perché l'azione esercitatadalle agenzie di rating pesa così,tanto? I dubbi sonolegittimi, ma l'incertezza su cosa ci aspetta, ancora di più.