Con l'evoluzione di internet e della banda larga era ovvio pensare che un partito come il Movimento 5 Stelle, nato proprio dal web, potesse disporre di un proprio Tg online. Una nuova piattaforma di informazione 2.0 e canale multimediale dedicato alle notizie, ovviamente in "salsa grillina", autoprodotto e rilanciato dalle emittenti per diffondere il messaggio di Beppe Grillo ovunque, facendo "forse" le scarpe al monopolio delle reti Mediaset e Rai.

Molte Tv e radio potrebbero anche essere interessate a diffondere il segnale "grillesco", ma quello che sembra non andare proprio a genio è il riferimento alla "contro informazione" ed alla critica generalizzata a tutto il resto dell'informazione, come se quello dettato dal Movimento 5 Stelle fosse l'unico modo corretto di dare le notizie, fuori dai "giochi del potere" ed escludendo a priori quegli organi magari nati proprio per dare voce ad una parte politica che prima non aveva spazio.

Infatti, i Contributi per l'Editoria che Grillo non vorrebbe servono proprio per consentire a quelle piccole voci di continuare a lavorare, anche senza essere sostenuti da grandi realtà. Ma forse dovrebbero fare proprio come ha fatto il leader del Movimento 5 Stelle che con un blog ha fidelizzato milioni e milioni di persone, a quel punto nascerebbe una "guerra informatica" sul web non giovando sicuramente al Bel Paese che non ha certo bisogno di ospitare una battaglia digitale inutile.