Disuguaglianza a vantaggio dei più agiati rispetto a chi appartiene alle classi sociali più povere, in fatto di pressione fiscale, giustificata dicendo che i ricchi sono pochi toccando capitali ingenti per non pagare i contribuenti con patrimoni più voluminosi, se già non l'avessero fatto li porterebbero via dall'Italia verso paradisi fiscali all'estero.

La maggior parte dell'ammontare Irpef è versata in Italia dal lavoro dipendente (54,5%) e dalle pensioni (il 25,5%) per una percentuale complessiva dell'80%, il lavoro autonomo solo con il 6,7%, percentuale molto bassa.



Solo 28 mila soggetti dichiarano oltre 300mila euro lordi all'anno su 41,3 milioni di contribuenti, a cui è stato applicato un ulteriore contributo di solidarietà complessivo (aliquota 3%) di 260 milioni di euro (poco più di 9.000 euro a testa in media), 100 mila invece hanno dichiarato case all'estero versando l'Ivie e 71 mila hanno dichiarato attività finanziarie estere per un ammontare di 18,5 miliardi tassati con l'imposta Ivafe. Il 90% degli italiani dichiara un reddito lordo inferiore a 34.600 euro.

I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato (42.280 euro), i lavoratori dipendenti 20.020 euro e i pensionati di 15.520 euro, gli imprenditori invece 18.844 euro. Per le aliquote IRPEF tutto rimane come prima il Dl stabilità non ha operato diminuzioni come si era proposto di fare inizialmente ai redditi più bassi che soffrono più la crisi.

REDDITO IMPONIBILE

ALIQUOTA

IRPEF (LORDA)

fino a 15.000 euro

23%

23% del reddito

oltre 15.000 e fino a 28.000 euro

27%

3.450 + 27% sulla parte eccedente 15.000 euro

oltre 28.000 e fino a 55.000 euro

38%

6.960 + 38% sulla parte eccedente 28.000 euro

oltre 55.000 e fino a 75.000 euro

41%

17.220 + 41% sulla parte eccedente 55.000 euro

oltre 75.000 euro

43%

25.420 + 43% sulla parte eccedente 75.000 euro

L'IRPEF è una imposta diretta e progressiva, proporzionale all'effettiva entità di tutti i redditi percepiti dal contribuente.

La 1^ fascia IRPEF riguarda chi ha un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 con un'aliquota IRPEF del 23%, e nel caso di massimo reddito di una tassazione di 3.450 euro, sono inclusi in questa fascia coloro che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.

La 2^ fascia comprende coloro che hanno redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro a cui viene applicata un'aliquota del 27%, con una tassazione nel caso di reddito più alto di 6.960 euro una fascia in cui rientrano tutti coloro che hanno un reddito mensile non superiore a 2.335 euro.

La 3^ fascia di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, con un reddito massimo di 4.583 euro si applica un'aliquota IRPEF del 38% sulla soglia eccedente la seconda, (ossia si applica il 38%  e cioè solo per la quota di reddito che supera i 28 mila euro, ai quali si applica l'aliquota precedente del 27%) cioè pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.

La  4^ fascia IRPEF per i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, con un reddito mensile non superiore a 6.250 euro, l'aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione del 41% è pari a 25.420 euro.

Oltre i 75.000 euro la 5^ ed ultima fascia l'aliquota IRPEF è del 43%,  con un  reddito annuo eccedente i 75 mila euro, redditi di oltre 6.250 euro mensili.

Dalla 3^ fascia in poi la tassazione non ha la stessa gravosità dato il più alto potere d'acquisto si richiederebbe una maggiore sofferenza e una ritoccatina per i cittadini fruitori di quei redditi, lì difetta la tassazione.