In questi ultimi anni, a causa della crisi economica, molte attività commerciali hanno chiuso o stanno chiudendo i battenti. E dove c'erano negozi di abbigliamento, alimentari, ecc. ora spuntano i vari "Compro Oro": grandi insegne colorate, promesse di pagamento in contanti, led con quotazioni luminose. Ma perché questa controtendenza?

Probabilmente per due motivi fondamentali: in tempi di crisi chi ha denaro da parte preferisce investire in oro (visto il vertiginoso aumento del suo valore), chi ha bisogno di liquidità (e magari ha perso il lavoro) sa che può ottenere contanti in modo semplice ed immediato vendendo un po' di vecchi gioielli di famiglia che tanto non mette mai.

Ma se ci sono così tanti negozi "Compro Oro" significa che il business non è di poco conto e che le possibilità di guadagno sono alte. Del resto, aprire un'attività di "Compro Oro" non è poi così complicato: è sufficiente la licenza, non servono procedure particolari, né l'iscrizione ad un apposito albo..

Però, tra bilance nascoste e "truccate", listini prezzi e valutazioni al ribasso, scarsa regolamentazione del settore, il rischio di prendere delle fregature non è poi così remoto. Ecco allora qualche dritta e qualche informazione per vendere il proprio oro senza farlo svalutare.

Innanzitutto, bisogna sapere che, se è vero che negli ultimi anni il prezzo dell'oro è salito moltissimo, in questi ultimi mesi le quotazioni si stanno notevolmente ribassando.

Quindi: se non c'è una vera e propria necessità di contanti, è meglio rinunciare a vendere i propri gioielli proprio adesso.

In ogni caso, una volta che si è deciso di vendere il proprio oro, è opportuno pesarlo da sé (magari chiedendo ad un orafo o gioielliere di fiducia), in modo da conoscerne l'esatto peso e poter fare i propri calcoli.

Inoltre, bisogna conoscere le quotazioni aggiornate ed ufficiali delle borse internazionali. Ma bisogna anche tenere conto di una cosa: si tratta di quotazioni soltando indicative e non vincolanti per i negozianti i quali applicano i propri listini e fanno loro valutazioni di stima. Per questo motivo è opportuno prendersi il giusto tempo per valutare l'offerta più alta: le differenze possono essere anche del 30% da negozio a negozio.

Meglio non accontentarsi della valutazione del primo "Compro Oro", ma girare tutti quelli della zona, senza lasciarsi troppo abbagliare dalla quotazione luminosa esposta in vetrina (se la bilancia è truccata, il preventivo sarà comunque inferiore al dovuto!).

Del resto, la cifra promessa al grammo in genere si riferisce all'oro puro. Per l'oro 18K in genere il prezzo viene ridotto del 25% (percentuale corrispondente alle altre leghe presenti nel gioiello).

Scelta l'offerta più alta, non resta che vendere l'oro ed incassare i contanti (fino ad un massimo di 1000 euro ovviamente). C'è però una regola che i "Compro Oro" devono rispettare: registrare i loro dati e i quelli di chi gli vende l'oro, nonché quantitativo e tipologia dei gioielli sul registro di Pubblica Sicurezza.

Lo prevede il Regolamento di Polizia e serve ad entrambi i soggetti, venditore e compratore, per evitare di ritrovarsi immischiati in reati quali la ricettazione e l'usura.

Ma non è finita qui. Per essere più tranquilli, anche se non lo prevede la legge, sarebbe opportuno richiedere al negoziante di avere una ricevuta che riporti, oltre ai dati di venditore e acquirente, anche l'indicazione del peso dei cioielli e l'importo pagato.