La cinghia ormai è stretta a tal punto da non trovare piùappigli, oltre non si può andare e per sopravvivere gli italiani risparmiano sulla salute, eliminandovisite mediche, analisi e radiografie, ma non solo.

In forte aumento (+9%) negli ultimi due anni sono coloroche si rivolgono al Supermarket "LowCost", per acquistare i generi alimentaridi prima necessità, riducendo di molto quantità e qualità dei prodotti.

In breve, la crisinon lascia scampo e la recessionecontinua a regnare sovrana nelle case del belpaese, cambiando radicalmente usie abitudini, mutando in maniera tangibile un futuro diversamente roseo.

L'espressionepiù alta del disagio sociale edeconomico risiede nel sud del paese col 73% delle famiglie che non riesce adarrivare neanche alla seconda settimana del mese, rispetto al 62% delcentro-nord, dove in termini incrementali, la variazione diminuisce di circa undicipunti percentuali, nonostante lo stallo della produzione industriale.

Cambiano i giudizi e le attese sull'attuale situazione incui versa il paese: le opinioni a livello nazionale mostrano un quadro socialeprofondamente modificato, dove la spirale dei consumi si è ridotta ai minimi storici, nonostante l'attenuazionedella dinamica inflazionistica,mentre per ciò che concerne l'elevato tasso di disoccupazione elemento direttodella componente congiunturale, nonsembra esserci nessuna via d'uscita imminente.

Dalla fotografia del sistema paese, esce un altro quadro,profondamente preoccupante, inerente al mercato del risparmio e degli investimenti,ridotti al limite (peraltro i dati sono confermati dalla disponibilità didenaro sottratta al consumo), e sulla stessa scia le compravendite immobiliari, con un crollo pari al 22,4%,il peggior dato dal 1985, insomma la situazione è tutt'altro che sottocontrollo.

Infine, bisogna analizzare il complesso dell'attivitàeconomica nazionale in termini di Pil(prodotto interno lordo), prevedendo una nuova contrazione dell'1,3% nell'annoin corso, che non riassorbirà la crescita futura per via dell'elevato tasso didisoccupazione, (sono oltre 3 milioni le persone in cerca di lavoro), e se nons'interviene sulla crescita strutturale della nazione, difficilmente siriuscirà a spezzare questo circolo improduttivo a elevato default sistemico.

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