I processi che vedono imputato Silvio Berlusconi, leader del Pdl, non verranno spostati a Brescia. E' quanto stabilito dalla Cassazione, che respinge la richiesta di trasferimento. L'istanza presentata dai legali di Berlusconi chiedevano il trasferimento dei processi per "legittimo sospetto" che i giudici milanesi potessero affrontare non serenamente la loro decisione.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, però, ha deciso che i processi continueranno ad essere celebrati a Milano. Si tratta dei processi Ruby e Mediaset, che vedono imputato il leader del Pdl.

A chiederne il trasferimento erano stati i legali di Berlusconi, Pietro Longo e Niccolò Ghedini, i quali chiedevano anche l'invio degli atti alla Suprema Corte o alla Corte Costituzionale chedendo un chiarimento sulla possibilità di un imputato nel comparire in aula ed essere ascoltato in udienza. In occasione di uno dei processi, infatti, Berlusconi aveva chiesto di essere ascoltato in udienza, ma i giudici aveva rifiutato asserendo che l'imputato può essere ascoltato solo in caso di estradizione.

I processi a carico di Berlusconi sono due. Il primo riguarda il caso Ruby, nel quale Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile. L'altro è il processo Mediaset, che è in fase d'appello a seguito della condanna del leader del Pdl a quattro anni per frode fiscale per presunte irregolarità nell'acquisizione dei diritti Tv.

Intanto, come riportato anche da Tmnews, il prossimo appuntamento in aula per Berlusconi è il prossimo 13 maggio, quando riprenderà la requisitoria del processo Ruby. Una volta che il pm Sangermano terminerà la sua requisitoria, sarà la volta di Ilda Boccassini, a cui spetterà emettere la richiesta della pena.