Il premier Enrico Letta e il ministro del Lavoro Enrico Giovannini hanno messo a punto quelle che saranno le misure salva Lavoro. Una lotta alla disoccupazione che punta sulla ripresa del Paese ad opera, soprattutto, della fascia più giovane della popolazione: gli under 30.

Le misure previste per il piano Lavoro entreranno effettivamente in cantiere oggi 26 giugno, con la convocazione del Consiglio dei Ministri. L'insieme delle riforme, che prende il nome di Piano per il Lavoro, ha per lo più revisionato i contratti di lavoro a tempo determinato.

Questi ultimi, infatti, erano ancora soggetti a vincoli che rendevano penalizzanti le nuove assunzioni. L'ultima penalizzazione, in ordine di tempo, era arrivata dalla riforma del welfare, che prevedeva un intervallo di tempo ancora maggiore tra la scadenza di un contratto e la possibilità che quest'ultimo venisse rinnovato.

Grazie al Piano Lavoro del Governo, chi termina di lavorare con un contratto di lavoro a tempo determinato non dovrà più attendere 60 giorni (assunzione inferiore ai 6 mesi) o 90 giorni (assunzione superiore ai 6 mesi) di intervallo prima che il contratto venga rinnovato.

L'esecutivo, a questo proposito, potrebbe introdurre la stessa regola che regolava i contratti prima del luglio 2012, ovvero la possibilità che l'intervallo si riduca a soli 10-20 giorni.

Un altro aspetto dei contratti che verrà rivoluzionato è la loro durata. Il progetto è quello di allungare di un anno, cioè da 36 a 48 mesi, la durata massima di un contratto a termine. Tale riforma, così come si apprende su "Panorama", resterà in vigore solo fino al 2015 a tutto vantaggio delle possibilità di lavoro offerte dall'Expo Universale di Milano.

Cambiamenti in vista anche per le aziende, che avranno la possibilità di elevare a 18 mesi il periodo in cui non saranno tenute ad indicare il motivo dell'inquadramento precario del dipendente, termine che fino ad oggi era fissato in 12 mesi. In generale verrà eliminata anche un po' di burocrazia, soprattutto per ciò che riguarda i contratti di apprendistato e quello di lavoro a chiamata o a mezzo voucher.

Gli stage, stando alle ultime indiscrezioni, verranno retribuiti fino a 500 euro al mese, grazie ad un finanziamento di 200 milioni di euro stanziato per i percorsi formativi dei giovani. La ricerca del lavoro si incentrerà sui Centri per l'impiego, che saranno finanziati e rafforzati per diventare più competitivi e funzionali.

Sono tante le nuove norme che regoleranno nei prossimi anni il mondo del lavoro in Italia a vantaggio dei giovani lavoratori, come lo Youth Guarantee che prevede l'inserimento professionale finanziato dall'Unione Europea. Anche le imprese avranno un vantaggio economico, come le agevolazioni contributive per le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni.