Sabato scorso, il 6 luglio, sono dunque iniziati i saldi in tutte le città italiane. E, come avevano previsto Codacons e Confcommercio, la partenza è stata decisamente sottotono. Nessuna coda all'entrata dei negozi, niente resse e una spesa, durante la prima giornata, decisamente contenuta. Numerosi, infatti, i cittadini che si sono limitati ad "ammirare" le vetrine senza, per il momento, decidere di spendere un euro. Il calo delle vendite, almeno in questa prima fase, è stato registrato soprattutto dai negozi piccoli e da quelli dislocati nelle zone periferiche.

Diversa, invece, come prevedibile, la situazione per quanto riguarda le boutiques d'alta moda, i cui valori di vendita, almeno nelle grandi città, si sono attestati sui numeri degli anni passati. E per questo occorre ringraziare soprattutto i turisti stranieri, che si mostrano ancora propensi a fare grandi acquisti nel nostro Paese. Diversa la situazione rispetto alla maggior parte dei cittadini italiani, che oggi sono costretti ad acquistare soltanto l'indispensabile e con un budget di spesa ridotto al minimo.

Ma non tutto è perduto, siamo solo agli inizi del resto. Ecco, dunque, una serie di regole da tenere a mente se si vogliono fare dei buoni affari senza correre il rischio di cadere vittime di possibili truffe:

  • Innanzitutto occorre accertarsi che il cartellino indichi, accanto al prezzo scontato, i prezzo originario e la percentuale di sconto applicata.
  • Il commerciante non ha l'obbligo di consentire la prova dei capi prima dell'acquisto; in casi di questo genere sarebbe preferibile rinunciare all'acquisto.
  • E' importante verificare che la merce indicata "in saldo" sia rigorosamente quella della stagione in corso; il commerciante può esporre, infatti, anche i cosiddetti "fondi di magazzino", ma le due tipologie di merce devono essere tenute debitamente separate. E' bene prestare, dunque, attenzione ai negozi che apparivano semivuoti e che si sono, poi, improvvisamente riempiti subito dopo i saldi.
  • Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare; il commerciante è, infatti, tenuto alla sostituzione di un capo difettoso (o alla restituzione del prezzo qualora la sostituzione non sia possibile) entro due mesi dalla denuncia del difetto.